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"Non parlare con la bocca piena"

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Nuovo appuntamento per il cartellone culturale del Comune di Castellaneta. Presentato, nella gremita sala del Palazzo Catalano, il primo romanzo di Chiara Francini

Lunedì 20 novembre, Chiara Francini ha presentato il suo primo romanzo, intitolato “Non parlare con la bocca piena”. Il terzo appuntamento della stagione culturale promossa dal Comune di Castellaneta, si è tenuto in una stanza del Palazzo Catalano, rivelatasi da subito troppo angusta per i partecipanti, soprattutto ragazzi e studenti, i quali, nonostante il disagio, sono rimasti affascinati e colpiti dall’ironia e dall’humour dell’attrice fiorentina. Nata a Firenze e cresciuta a Campi Bisanzio, nonostante la sua carriera televisiva e cinematografica, Chiara Francini non dimentica la sua vocazione letteraria e la passione per le humanae litterae (dopo gli studi classici, infatti, si laurea in Lettere moderne con una tesi in italianistica) e scrive il suo primo libro.
La protagonista di nome Chiara, dopo una relazione di sette anni con il suo fidanzato, decide di rompere e di ritornare a vivere con la sua famiglia atipica: papà Angelo, oculista sessantacinquenne dalle mani forti con il pallino del caffè curativo di ogni male e ossessionato da una talpa di nome Gina che distrugge l'orto condominiale. Giancarlo, invece, l'altro suo padre, insegna anglistica ed è uno stimato professore universitario con la passione per il teatro. Entrambi accolgono Chiara, donna romantica e fragile creatura che con loro si sente forte, mangia Galatine quando si sente in difficoltà e ritrova se stessa sul divano di casa. L'amore per lei è quasi un miraggio. Si consola con le sue amiche e si confida con la zia Gertrude.
L’autrice non nasconde il carattere autobiografico dell’opera, non a caso la protagonista si chiama Chiara, e al contempo basa la trama su una “concezione liturgica dell’amicizia”, come il sentimento d’amore più alto perchè scevro da implicazioni parentali o sessuali. L’amico si sceglie e questa è una scelta che può durare tutta la vita, proprio come nelle migliori storie d’amore.
Si tratta di un romanzo poetico che affronta anche temi attuali come l’omosessualità, la maternità, e la famiglia. Quest’ultima è il luogo dove tutto torna e tutto si compie, dove si possono ritrovare, non solo gli affetti, ma anche quelle certezze che a volte si perdono nei meandri dell’età e delle circostanze della vita. Tuttavia la protagonista è anche una “donna nova”, un inno alla donna italiana moderna che riesce a compenetrare desideri atavici quale il matrimonio e la famiglia insieme alla voglia di indipendenza e di crescita personale e consapevole. Ed è proprio la consapevolezza l’unico viatico per la felicità!
Ironica e schietta, la Francini ha parlato ad un uditorio, affascinato e stupito da un approccio semplice e da un messaggio giunto forte e chiaro: sono i valori, quali la famiglia, l’amore e l’amicizia, ciò che conta davvero e la libertà di esprimerli in ogni momento e in ogni luogo.