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"Lo stretto necessario"

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Il Sud, il calcio, i sentimenti umani, l' amore e l'amicizia, l'entusiasmo, la malinconia, il divertimento rendono il romanzo di Pierluigi Pardo una scorrevole e godibile lettura. La presentazione del libro del giornalista si è svolta presso il Palazzo Catalano, nell'ambito della rassegna culturale promossa dal Comune di Castellaneta

Giornalista, conduttore televisivo e commentatore sportivo, di origini romane, Pierluigi Pardo, ha scelto la Puglia come prima tappa al Sud per presentare il suo romanzo “Lo stretto necessario”, davanti ad un pubblico, composto soprattutto da ragazzi. Amore per il calcio e interesse per la scrittura si sono rivelati sin da subito un binomio vincente e coinvolgente, marchio distintivo del suo romanzo. Protagonista del romanzo è Giulio, un uomo che ha tutto quel che potrebbe desiderare: successo nel lavoro, un appartamento lussuoso, una moglie, Francesca, bella, ricca e dedita alla beneficenza per l’Africa, e una figlia di sette anni che già promette di diventare splendida come la mamma. Eppure, all’inizio di giugno 2006, anno indimenticabile per l’Italia, mentre gli Azzurri di Marcello Lippi cominciano ad affrontare il Mondiale, sente qualche nota dissonante nella sua vita. Sarà che uno pseudointellettuale, Giacchetta di Lino, ronza attorno a Francesca e lei ne sembra invaghita. O sarà che ultimamente Giulio ha dovuto ideare solo campagne su prodotti come colle per dentiere o calzini antipuzza. O sarà che Marta,una vecchia amica, dopo dieci anni di silenzio si è fatta inspiegabilmente risentire. In questo momento di confusione Giulio lascia tutto, di punto in bianco, per partire con Federico, l’amico di sempre, che in crisi lavorativa e coniugale ha deciso di andare in Puglia per ristrutturare una masseria. È l’inizio di una scorribanda maschile, un’avventura lungo tutta la Penisola che porterà Giulio a confrontarsi con se stesso e con donne del suo passato. Giulio è un peccatore, tradisce la sua donna ma sa ammettere le sue responsabilità, evita di moralizzare sulle vite altrui facendosi portavoce di un certo relativismo etico. Possiede vizi, slanci, miserie e grandezze, come tutti del resto. Nonostante il calcio rivesta un ruolo fondamentale, “Lo stretto necessario” è soprattutto un romanzo sentimentale, una storia d’amore e d’amicizia, divertente e malinconica allo stesso tempo in cui la trama è nelle teste dei personaggi che evolvono continuamente. Il mancato carattere autobiografico, propriamente detto, non esclude una sintonia tra il protagonista e l’autore, il quale mette a nudo il suo temperamento malinconico, oltre che la stessa passione per il calcio. L’amicizia uomo – donna, il “peterpanesimo” dell’uomo, l’amore per il sud e per il calcio, uniti ad una prosa semplice e scorrevole, fanno sì che il romanzo si legga tutto d’un fiato.
L’incontro si è concluso con la presentazione di un atleta, presente fra il pubblico, Julius Iannitti. Originario del Molise, ma castellanetano d’adozione, Iannitti è stato premiato, davanti ai presenti, con un attestato di merito sportivo, per aver partecipato alla Spartathlon, una delle maratone più dure e intense del mondo, che sulla scia del messaggero della Grecia antica, Filippide, ripropone il percorso Atene – Sparta, andata e ritorno, di corsa per un totale di 490 chilometri.