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Ven, Dic

Non tutti vissero felici e contenti

Non tutti vissero felici e contenti

Libri

È stata presentata presso la sala convegni di Mottola l’ultima fatica letteraria di Marco Tarantino, scrittore e giornalista. “Brutti di bosco. Favole e fiabe di una certa canaglieria”, edita da Pufa Editore, è una raccolta di novelle surreali, aperte al disincanto e attraversate da un’ironia sferzante

Come sacra consuetudine insegna, le festività natalizie si addolciscono con doni, pensieri e parole di auguri; Pufa Editore, per questo Natale, ci regala una piacevole lettura con l’augurio speciale, nascosto tra le pagine del nuovo libro di Marco Tarantino, di trascendere i canoni comuni che imbrigliano la nostra immaginazione. Un viaggio nel mondo del surreale, dove s’intrecciano le vicissitudini di valorosi personaggi che hanno smarrito il proprio piedistallo, “Brutti di bosco. Favole e fiabe di una certa canaglieria” è semplicemente l’attesa che diventa compimento per chi, fin da bambino, ha sempre immaginato una storia diversa, un altro finale per le favole e le fiabe con le quali è cresciuto. «Dissacrare la poesia, sperando di farla vivere ancora a lungo», spiega lo scrittore tarantino durante la presentazione del suo ultimo lavoro letterario, alla quale partecipano come relatori lo scrittore Luca Marzano, la professoressa Beatrice Ottaviani e il direttore della nostra testata, Vincenzo Carriero. Quest’ultimo, dopo aver tessuto le lodi della piccola casa editrice «per l’ottimo lavoro e l’impegno profuso a sostegno della cultura, in un’epoca come quella attuale» dedica una riflessione al nuovo libro del giornalista e scrittore, già autore di 'Prof & Zie', “Resa dei vanti” e “Fratelli della costa”, solo per citarne alcuni, spiegando che: «non è un libro buonista, Tarantino dice quello che pensa, senza ipocrisie e col giusto piglio umoristico. In quest’opera abbiamo un completo rovesciamento della figura degli eroi, che diventano antieroi e lottano per esprimere la propria libertà, la voglia di autodeterminarsi andando oltre l’ordine naturale delle cose. Nel libro - prosegue Vincenzo Carriero - emerge la sensibilità dello scrittore, i suoi tratti distintivi, come ad esempio il suo amore per le donne; Tarantino tratta il tema della sessualità con grande ironia e con impareggiabile virtuosismo». Prima di passare la parola agli altri relatori, il direttore di Cosmopolismedia, ringrazia l’autore di “Brutti di bosco. Favole e fiabe di una certa canaglieria” per «la capacità di scrivere un racconto che ci spinge ad andare oltre gli stereotipi consolidati dal tempo e dalla false verità. In una fase storica in cui vogliono appiattire la nostra capacità di pensiero critico, un libro come questo rappresenta una garanzia per la nostra libertà». Lo scrittore Marzano e la professoressa Ottaviani concordano sulla forza di quest’opera letteraria «in grado di suscitare ilarità nel lettore e, al tempo stesso, di far riflettere sui cliché e sui luoghi comuni che non esistono più. In questo bosco disincantato - afferma Beatrice Ottaviani - s’incontrano personaggi che si dividono tra il bene e il male, desiderosi di scegliere liberamente il proprio futuro». Luca Marzano, che con Pufa Editore ha pubblicato “Levatacce ordinarie. Quattro detti dell'età industriale”, plaude alla capacità di Tarantino di «saper attualizzare le favole e le fiabe, rivisitandole in chiave ironica e dimostrando che è ancora possibile parlare di poesia. In questo fantomatico bosco ci si perde - svela Marzano - i protagonisti devono affrontare situazioni nuove e ciascuno, per ritrovarsi, dovrà seguire strade non ancora battute». Probabilmente, nel 2018, arriverà il sequel di questo lavoro letterario, come preannuncia lo stesso scrittore: «Il bosco si arricchirà presto di altri personaggi sventurati, non certamente inetti, o arresi. Sarà un tutti contro tutti, come accade nella vita di tutti i giorni. In fondo, gli autori di queste favole e fiabe di grande successo non hanno fatto altro che raccogliere, in pagine divenute celebri, storie e leggende che si tramandavano verbalmente». La chiosa finale è particolarmente efficace e definisce chiaramente il rapporto tra l’arte, intesa in tutte le sue forme e i suoi fruitori: «Un libro va scritto spargendo semi che vanno raccolti dal lettore - afferma Marco Tarantino - ciascuno poi ne faccia quel che vuole. Questo accade da sempre e accadrà anche ai miei lettori, che da oggi sono i padri del mio libro».