IL GELATO IN PISCINA NON SI SCIOGLIE

Libri
Typography

Dal nano che vive in un frigorifero al visionario collezionista di dischi: i racconti surreali di Leonardo Altomano

Una “donna allegra” che dopo aver descritto la sua quotidianità si rivela per qualcosa che il lettore mai può immaginare. Un nano che dimora in un frigorifero e tenta di convincere il proprietario di questo che anche l'impossibile può accadere. Una ragazza di facili costumi che alle sigarette, che pure fuma in quantità, preferisce lo champagne per rammentare a sé e ai suoi occasionali interlocutori che la vita è stupida. Un manipolo di famosi artisti (da Bukowski a Miller, da Stendhal a Manzoni) che se ne dicono e se ne danno di “santa ragione” per poi ritrovarsi in un bordello per celebrare il “funerale di mamma arte”. Una palla magica capace di delineare le personalità di chi la maneggia oltre a stimolare, ma con molta fantasia, bisogni corporali. Dischi che, ordinati in una biblioteca, evocano nel collezionista ricordi lontani e regalano alla vista improbabili scenari.
Sono solo alcuni dei protagonisti e delle storie racchiusi nel libro “Il gelato in piscina non si scioglie” di Leonardo Altomano, avvocato tarantino che, nei pochi ritagli di tempo delle giornate trascorse in Tribunale e nel suo studio, ha voluto mettere nero su bianco un mondo immaginario, in alcuni casi “visionario”, frequentato da personaggi che definire surreali potrebbe risultare sin troppo riduttivo. Si pensi ai protagonisti dell'ultimo racconto (in realtà una “piccola” commedia): “La cravatta al Golf”. Ebbene, tra fidanzati, loro parenti, igienisti e guastafeste si sviluppano colloqui serrati che hanno come argomenti l'amore, la corsa e il senso della vita in tutte le sue sfaccettature. Già, la vita: quella che conosciamo (forse neanche troppo bene) e quella che nemmeno possiamo immaginare. La stessa che in questo libro viene spiegata da angolazioni differenti. C'è la vita dell'ubriaco che, dopo aver trascorso anni nelle patrie galere, si dice felice non solo di essere un uomo senza catene, ma pure... di esser stato in carcere; c'è la vita di Sascia che affida alla sua chitarra il messaggio che vuol fare arrivare a chi lo ascolta: essere libero dagli altri; c'è la vita di Suan, il copista di libri, che non sapendo creare qualcosa di originale si convince che anche copiare è un'arte e di questo ne va fiero.
I racconti vergati da Altomano trovano ospitalità nello stesso libro, ma non sono collegati da alcun filo logico. Ogni storia vive di luce propria. Ogni storia si sviluppa autonomamente nei contesti più disparati. Volutamente, l'autore non segue uno schema; il suo obiettivo è far riflettere su quello che ci circonda, su quello che è stato e che sarebbe potuto essere. Non rinunciando ad “animare” cose ed oggetti, lo scrittore spiega, anche con sottile ironia ed intelligenti metafore, come a volte siamo capaci di complicare la nostra esistenza e di insinuare dubbi pure nelle certezze più granitiche (sono illuminanti, ad esempio, i dialoghi dei due fidanzati da pag. 113 a pagina 117). E lo fa regalando al lettore racconti slegati dalla realtà tradizionale. Racconti apparentemente senza senso. Apparentemente. Perché basterà rileggerli per accorgersi che ognuno di essi cela una morale che, magari, potrà anche non piacere, ma che comunque è portatrice di verità tanto ovvie quanto sfuggenti.