Taranto ed il suo Borgo negato

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Nello De Gregorio ha presentato il suo nuovo libro “E la città se ne venne al borgo” presso l’ex Convento S. Giovanni di Dio

Giovedì 8 febbraio, presso il salone dell’ex Convento S. Giovanni di Dio (ex ospedale vecchio), il già noto scrittore Nello De Gregorio, presidente dell’associazione culturale “Nobilissima Taranto”, ha presentato il suo nuovo libro “E la città se ne venne al borgo”, edito da Mandese. Tema del libro ricolmo degli scatti fotografici di Gianni Rosa e Mino Lo Re, è lo sviluppo del borgo umbertino di Taranto, e la splendida arte racchiusa nella sua cornice: una storia non scevra da errori e leggerezze di amministrazioni e “palazzinari”, ma che è comunque riuscita a donare alla città, alcuni magnifici esempi di stile Liberty. Molti i presenti all’appuntamento pomeridiano introdotto dal Dottor Magno, il quale sottolinea l’importanza della prima apertura al pubblico di questa sala, nonché la voglia donare nuovamente questo spazio al mondo.
L’editore Antonio Mandese ha poi parlato dell’esigenza di << Curare una ferita: la ferita del Borgo Umbertino, che va spegnendosi giorno dopo giorno nonostante la sua bellezza. >> E prosegue: << La cultura guarisce la memoria corta della città di Taranto, e continueremo a supportare Nello per tutto il lavoro che svolge per la città. >>
L’Assessore alla Cultura Franco Sebastio si racconta << Meravigliato dall’opera di De Gregorio, che mi ha fatto rendere conto delle bellezze nascoste in questa città nel suo tessuto urbanistico. Siamo circondati da un tesoro che dobbiamo curare e coltivare, per poterlo dare alle nuove generazioni. Deve avvenire, per ogni edificio di pregio, ciò che è avvenuto per questo comprensorio: da che era abbandonato, è stato poi restituito a nuova vita. La stessa cosa che deve avvenire per Palazzo degli Uffici: lì dove deve ritornare il Liceo “Archita” di Taranto. >>
Il giornalista Pippo Mazzarino parla del libro di De Gregorio come di << Una guida turistica innanzitutto per i suoi cittadini, perché noi nel Borgo ci camminiamo, ma non lo vediamo. >> Poi, un doveroso riferimento al passato: << Il piano regolatore per lo sviluppo della città fuori dal centro storico, dopo l’Unità d’Italia, fu violato sin dall’inizio: il primo palazzo del borgo, tal Palazzo Ameglio, venne costruito in deroga al piano. Poi lo sviluppo nel versante di Porta Napoli non andò come sperato, così la città proseguì la sua crescita nella zona dove oggi c’è il borgo umbertino. Da uno stile napoletano come quello della città vecchia, avremmo dovuto osservare, nella nuova città, numerosi esempi di stile torinese, con strade molto larghe ed edifici provvisti di portici: ciò, purtroppo, non avvenne. Il dato positivo, fu che Palazzo degli Uffici (ndr, struttura preesistente alla città nuova), divenne l’unità di misura per la realizzazione dell’intero complesso urbanistico. Dagli anni ’60 in poi, con l’edilizia scellerata, abbiamo coperto la visuale a molti palazzi in stile Liberty, ed oggi il borgo umbertino è in pericolo perché sta ripercorrendo il degrado e lo spopolamento che colpì la città vecchia cinquant’anni fa. >>
L’intervento dell’Assessore all’Urbanistica Sergio Scarcia, si è, invece, focalizzato sul << Desiderio della nuova amministrazione, di voler ridare dignità al Borgo Umbertino, nonostante le occasioni perse del passato come il Piano Blandino ed il Pic Urban II, e nonostante lo stupro edilizio subito da paesaggio e territorio costiero negli anni ’80. >>
L’autore del libro, ci tiene, infine, a lanciare un messaggio forte e chiaro: <<Taranto può essere definita la capitale meridionale del Liberty, poiché il nostro borgo nasce come tale, ed affonda le sue radici in stilemi classicheggianti, riscontrabili in ornamenti composti da cariatidi od aquile. Salvaguardare le nostre bellezze architettoniche, significa riconoscerle, riapprezzarle, riamarle, e, soprattutto, rivisitarle. È necessaria l’attuazione del PUG, attraverso un’opera di censimento degli immobili, tenendo conto di eventuali vincoli sui beni, e promuovendo iniziative di supporto finanziario.