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Ven, Nov

" La verità del freddo" presentato a Castellaneta Marina

" La verità del freddo" presentato a Castellaneta Marina

Libri

Ci sono voluti ben due anni alla giornalista tarantina Raffaella Fanelli per avvicinare e intervistare Maurizio Abbatino, capo e fondatore della Banda della Magliana. Nel suo libro aneddoti, verità scottanti con riferimento a delitti come l’omicidio del giornalista Pecorelli, o al sequestro Orlandi e alla strage di Bologna

“Non so quante volte ho ucciso. Ma ricordo i nomi di tutte le mie vittime. La cosa strana è che non riesco a contarle”. Con queste parole Maurizio Abbatino, detto “il Freddo”, uno dei capi e fondatori della Banda della Magliana, risponde a una delle tante domande che Raffaella Fanelli gli rivolge durante una lunga intervista che ha poi dato vita al libro “La verità del freddo”.
Alla presentazione del libro, avvenuta presso il lido balneare Kalè Beach di Castellaneta Marina, hanno partecipato Marco Tarantino, giornalista e scrittore, e il direttore di CosmoPolisMedia, Vincenzo Carriero. Presenti per l’amministrazione comunale di Castellaneta il sindaco Giovanni Gugliotti e l’assessore alla cultura Annarita D’Ettore.
Il libro racconta, in modo diretto e incisivo, quarant’anni della storia del nostro Paese, e porta in superficie elementi che consentono di comprendere in modo più chiaro quello che è stato ed ha simboleggiato la Banda della Magliana.
Durante l’intervista rilasciata all’autrice, dopo due anni di attesa, Abbatino ha ripercorso la genesi della banda che ha sconvolto l’Italia, le implicazioni tra Stato e mafia, la protezione di cui potevano beneficiare i componenti dell’organizzazione in carcere e fuori, ripercorrendo anche i processi, come quello per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli e il depistaggio delle indagini sulla strage di Bologna.
Abbatino parla anche della revoca della scorta, nonostante fosse diventato un collaboratore di giustizia dopo la morte del fratello Roberto avvenuta nel 1993: “La verità è che sono stato scaricato, tradito da uno Stato che non rispetta i patti”.
Dalle pagine di questo libro emerge come la Banda della Magliana non sia poi così tanto lontana da Mafia Capitale.