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Lun, Gen

“C'era una volta un bimbo felice...”

Libri

Cosa sarebbe accaduto se uno dei due fratellini di Gravina fosse sopravvissuto? Il secondo romanzo di Salvatore Fuggiano “La ferita aperta” verrà presentato alle 19.00 di oggi, nella piazzetta Santi Medici di Massafra

“È un libro complesso, sul male, sulla follia, sui rapporti malati, di cui sono vittime bambini e adulti”. A descrivere “La ferita aperta” è lo stesso autore Salvatore Fuggiano che lancia un messaggio: “Il male non si presenta mai sotto la stessa forma. Spesso ci inganna, ci gira intorno e ci seduce”. Lo scrittore massafrese è al suo secondo lavoro. Il romanzo che verrà presentato oggi, a Massafra, esattamente nella piazzetta Santi Medici, arriva cinque anni dopo un altro thriller : “La favola del silenzio”.

Da dove nasce questo lavoro?

“Sicuramente dal desiderio di colpire il lettore, facendogli tremare le vene e i polsi, ma determinante è stato il mio rapporto con il Salvo di carta. Ogni incontro finiva col somigliare ad una seduta di psicoanalisi. Ho scritto per fuggire da un male interiore”.

La scrittura catartica, terapeutica?

“Assolutamente sì. E' servita per distrarre la mente quando ho avuto bisogno di sviare le mie emozioni e i miei sentimenti negativi e ha agevolato il mio personale percorso attraverso il confronto, al quale non mi sono mai sottratto, la rielaborazione e infine la considerazione del trauma come opportunità”.

Vero-falso, bene-male, gioia-dolore, luci-ombre, opposti che si attraggono e che porteranno il lettore in una dimensione molto particolare. Lo sfondo è quello della Puglia. Il romanzo parte da un terribile fatto di cronaca: quello dei due fratellini di Gravina: Ciccio e Tore nel giugno 2006 sembrano scomparsi; nel febbraio del 2008 vengono trovati i loro corpi mummificati sul fondo di una cisterna. “Ho descritto - anticipa Salvo Fuggiano - quello che sarebbe potuto accadere se uno dei due fosse sopravvissuto. Molti interrogativi tra le pagine del mio libro. Il lettore avrà forti dubbi".