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Mer, Dic

La morte di Vittorio Taviani e la preziosa eredità del suo cinema

La morte di Vittorio Taviani e la preziosa eredità del suo cinema

Cinema

Tramutare "in immagini in movimento" l'Italia e l'italiani. Il lascito del grande cineasta s'iscrive in capolavori immortali. La realtà è nelle sfumature: è lì che dovrebbe posarsi lo sguardo degli uomini intelligenti

Il cinema italiano piange uno dei suoi massimi autori. E’ morto infatti nella giornata di lunedì 16 aprile, Vittorio Taviani, il quale insieme al fratello Paolo, ha fatto la storia del nostro cinema. Molti dei capolavori del cinema italiano, infatti, sono opera loro, da Padre Padrone (Palma d’oro a Cannes nel 1977) a La notte di San Lorenzo, a Kaos, fino a Cesare deve morire (Orso d’oro a Berlino). Due Maestri che fin dagli anni ’60 non hanno mai perso di vista, e hanno raccontato la realtà, la storia, le contraddizioni e le sfaccettature del nostro Paese, in maniera esemplare. L’eredità del cinema di Vittorio Taviani è una di quelle importanti, ricca di sfumature, di attenzione al particolare, di cura dei dettagli e di precisa descrizione sociologica dei continui cambiamenti avvenuti in Italia, negli ultimi 50 anni. La precisione sociologica è la caratteristica comune dei più importanti autori del nostro cinema, considerando come i fratelli Taviani, siano tra gli ultimissimi superstiti di una maniera “mitica” di intendere il cinema, e non solo, sono anche tra gli ultimissimi testimoni di una stagione gloriosa del nostro cinema, quando Cinecittà era soprannominata la “Hollywood sul Tevere” e Roma era il centro del mondo artistico e mondano. In particolare di Vittorio Taviani va ricordato il capolavoro de La giara, mediometraggio del film Kaos, ispirato alle “Novelle per un anno” di Luigi Pirandello. Il film si fa ammirare per una bella ricchezza plastica e per una descrizione suggestiva della Sicilia di fine ‘800. L’episodio de La giara, interpretato da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, i quali sono utilizzati finalmente al meglio delle loro ampie possibilità, è una delle vette assolute del nostro cinema. Insomma, Vittorio Taviani, mancherà tanto al nostro Paese, ma di lui rimangono le sue opere, il suo particolare modo di intendere il Cinema e la capacità di guardare all’Italia e agli italiani, tramutando in “immagini in movimento” sensazioni e pensieri di 50 anni di carriera vissuti intensamente e costellati di successi e di capolavori immortali.