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“L’Hobby”, terminate le riprese a Manduria

“L’Hobby”, terminate le riprese a Manduria

Cinema

La Puglia non si smentisce, e continua a rivelarsi il set cinematografico naturale per eccellenza

“Le parole sono importanti”, tuonava Nanni Moretti in “Palombella Rossa”. Nel linguaggio di uso comune, nel poco tempo che ci è rimasto per pensare, non ci soffermiamo poi così tanto sull’adeguatezza di un vocabolo rispetto ad un altro, per poter descrivere il circostante con la dovuta arguzia: più che un’esigenza descrittiva, l’uomo contemporaneo ha impellente necessità; febbre di opinare, giudicare il prossimo. Senza preoccuparsi di conoscere tutti gli elementi, tutti i sentimenti, tutte le idee: c’è fretta, c’è sempre fretta, perché l’affitto, perché il mutuo, perché la scadenza, perché la pensione, perché il prossimo weekend, perché… Perché siamo diventati così? Forse è questa una delle domande che ci poniamo, scontrandoci con il corto “L’Hobby”, una “deep dark (ndr, black?) comedy” (così descritta dagli addetti ai lavori), finita di girare in questi giorni nella splendida cornice dell’ottocentesca “Masseria Cuturi” di Manduria, ed a Maruggio, province dell’estremo oriente tarantino.
Senza voler svelare troppo della trama, basti dire che il film analizza la condizione di solitudine ontoesistenziale nella quale ricade l’artista, nella fattispecie l’attore, ma perché no anche il regista, il produttore, od ancora il musicista, il disegnatore, il pittore, e così via, ogni qual volta si confronti con la realtà stigmatizzata in una serie di lavori “sicuri ed ordinati”, per così dire, garanti di certezza economica ma anche prediletti boia della mentalità da impiegato. Numerosi, sarebbero, i riferimenti letterari ad autori del passato che già hanno analizzato approfonditamente questo fenomeno: De André, Villaggio, Pasolini, ecc.

Così, in occasione della conferenza stampa del 20 giugno a Taranto, il corto scritto da Luca Zesi, diretto da Dario Acocella, ed interpretato da Giovanni Anzaldo, Paola Pessot, e Patricia Varvari, è stato raccontato come un simil-road movie, dove una coppia lascia la capitale, per rintanarsi temporaneamente nella quiete delle terre pugliesi: una pausa di riflessione dalla routine che non lascerà scampo al tumultuoso animo del protagonista. Lui, attore “precario”, e lei, che definisce il suo lavoro un “hobby”.
In collaborazione con Santa Ponsa Film, i produttori esecutivi, Gregorio Mariggiò (CinemETIC), ed Adelmo Togliani (Accademia Togliani), non hanno perso l’occasione di sottolineare come sia accogliente, non solo in termini puramente estetici, ma soprattutto in termini economici, la scena cinematografica pugliese. Non pochi e non di basso profilo, quindi, gli stakeholder di settore, che hanno contribuito al progetto de “L’Hobby” (Apulia Film Commission e Nuovo Imaie), od hanno, più semplicemente fornito facilities in qualità di privati.
Le operazioni di montaggio a cura di Roberto Mencherini, dovrebbero dare alla luce il corto entro metà agosto, ma anche se, attualmente, non se ne conosce la data di pubblicazione, Togliani fornisce uno spunto riflessione: << Oggi distribuire un cortometraggio è più difficile che distribuire un lungometraggio. Per questo si sta pensando di fare de “L’Hobby” il primo di un ciclo di corti sul medesimo tema, da presentare al pubblico in un film ad episodi. >>
Forse un “pilot”: ma se il filo conduttore di questa auspicabile serie di corti non fosse tanto la solitudine dell’artista, quanto l’evocativo e variegato paesaggio naturale ed umano presente nella così pindarica Puglia, capace di alternare infinite distese di grano, a paesaggi collinari, e sconfinati uliveti, sfumando in scogliere frastagliate, intricati vicoli, e sabbiose coste?
In “Ricomincio da Tre”, Lello Arena disse a Massimo Troisi, in quella battuta che ritornò così grottescamente nei minuti successivi del film: “Gaeta’, chi parte sa da che cosa fugge, ma non sa che cosa cerca”. La Puglia, al netto della bufala sulla sua elezione a Regione più bella del mondo da parte di National Geographic, è proprio questo: introspezione; scoprire cosa si sta cercando. E si sa, guardandosi dentro, si corre il rischio di fare a pugni con se stessi.