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Gio, Lug

Oltre i cento passi

Oltre i cento passi

Cultura

Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ha presentato il suo libro questa mattina a Taranto. Interessante dibattito con gli studenti del Liceo Archita

“Oltre i cento passi” è un bel libro di denuncia civile, di racconto antropologico. Scritto da Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ripercorre la storia di una Sicilia – e dell’intero Sud d’Italia, perché i Sud del mondo finiscono tutti con il somigliarsi – refrattaria all’ubbidienza ipocrita. Alla pervasività di ciò che può essere iscritto nella categoria del sopruso. Perché la Mafia è violenza, atteggiamento culturale, familismo amorale. La mafia è codardia, debolezza ammantata da tracotanza coatta. Giovanni ha raccontato, questa mattina ai ragazzi del liceo Archita di Taranto, come niente sia irreversibile. I grandi poteri, quelli che incutono i maggiori timori, qualsiasi sia la loro natura, temono le gesta semplice, l’irriverenza d’idee non cloroformizzate nella rassegnazione e nell’apatia. Peppino, ucciso la notte tra l’8 e il 9 di maggio del 1978, con il suo esempio, con il suo lascito, ci ha insegnato il coraggio dell’irriverenza. La spavalderia di una vita vissuta senza infingimenti. Radio Aut, nella Cinisi di Tano Badalamenti, divenne strumento intelligente, moderno, anticonformista, di una contro-propaganda. Scelta dirimente tra l’ossequio al boss – e alle angherie dallo stesso perpetrate nella società del luogo - e il suo sberleffo. Curva inaspettata nel rettilineo della pavidità ottusa e cafonesca. A chi gli ha chiesto se la Mafia di oggi sia più indebolita, diversa da quella sanguinaria dei decenni scorsi, Giovanni ha risposto laconico: “La Mafia anticipa i cambiamenti di una dato contesto sociale, è camaleontica. Asseconda lo spirito del tempo, con l’ambizione di coltivare un consenso mutevole…”.