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Lun, Dic

Gli alieni sbarcano a Taranto

Gli alieni sbarcano a Taranto

Musica

Pienone per il primo dei due main event del Medimex 2018: i Kraftwerk hanno riempito la Rotonda del Lungomare Vittorio Emanuele III di Taranto

O piace o non piace: la musica Elettronica divide la folla in due a Taranto (e non solo). Fra chi era lì per semplice curiosità, e chi, invece, si era assiepato sotto al palco ore prima dell’inizio dell’evento, la Rotonda del Lungomare Vittorio Emanuele III di Taranto, scoppiava.
E così i quattro “Man Machine”, con i volti di chi potrebbe essere nonno dei tanti giovani presenti al concerto, e le loro tutine futuristiche simil-quadrettate, hanno sparato al massimo un’ora e mezza di musica, davanti ad un pubblico più da Scala di Milano, per la sua sobrietà e compostezza, che da concerto estivo all’aperto. Ma i Kraftwerk sono i Kraftwerk: hanno fatto la storia, e si va a vederli senza se e senza ma.
La grafica 3D che ha accompagnato l’intera esibizione, è stata minimale esattamente come la musica proposta dal gruppo tedesco, che non manca di omaggiare la platea con qualche frase in italiano inserita nei testi poliglotti, ed utilizzando lo sfondo di Taranto per lo spaziale sbarco degli alieni (ndr, loro stessi).
Tante le hit suonate durante la serata: le più belle, forse, “The Robots”, “Spacelab”, “Trans Europe Express”, “Radioactivity”, “Computer Love”.
Ciò che impressiona di più dei Kraftwerk, è la loro impassibilità rispetto al tempo trascorso dal 1970 ad oggi: nonostante i numerosi rimpasti della compagine musicale, i quattro sintetizzatori umani hanno continuato a proporre un’arte minimale in tutte le sue sfaccettature: dalla musica ferma alla Germania preunitaria, alla scenografia, sino ai costumi ed al modo di rapportarsi al pubblico. Non una crescita, una maturità musicale, ma un’eterna giovinezza rimasta nei loro cuori.
Molti altri musicisti pionieri dei 60s e dei 70s sono ancora oggi a spasso fra tour mondiali e studi di registrazione: i due Pink Floyd, Roger Waters e David Gilmour, i Rolling Stones (ndr, chiaramente reduci di un “patto col diavolo”), Iggy Pop... Ma la loro offerta al pubblico è cambiata moltissimo, esprimendo degli show quasi autonomi rispetto alle scorribande del passato. Forse i Kraftwerk (pionieri dell’Elettronica), come i King Crimson (pionieri del Rock Progressivo), al netto dei generi diversissimi prodotti dai due gruppi testé menzionati, continuano a battere sullo stesso chiodo da decine di anni, senza mai muovere un passo, per la loro estrema sperimentazione musicale, quasi dicendo: << Niente fronzoli, tutta musica. Noi siamo questi, e se non vi piacciamo, fatti vostri. >>

Grande attesa per il Sold Out dei Placebo di stasera, alle ore 22:30, nella stessa location.