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Gio, Ott

Kurt Cobain, aperta la mostra fotografica al MArTa

Kurt Cobain, aperta la mostra fotografica al MArTa

Musica

Storia di una rivoluzione. Ieri, incontro con i due fotografi del Grunge: Michael Lavine e Charles Peterson

Importante incontro d’autore quello di ieri pomeriggio, con i due fotografi di quegli anni ribelli della musica Grunge, Michael Lavine e Charles Peterson. L’evento targato Medimex, moderato da Ernesto Assante, si è tenuto presso il salone del Museo Archeologico Nazionale di Taranto. Siamo negli anni ’90, ed una nuova ondata Rock travolge il Rock stesso: sulle ceneri del Punk, nasce un genere musicale odiosamente meraviglioso: è il Grunge, racchiuso in quel manipolo di band nate nei sobborghi delle grandi città americane, partendo dal c.d. “Seattle Sound” degli anni di Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden, Alice in Chains, ed altri. Un Rock arrabbiato col mondo, a tratti autolesionista, fatto da distorsioni estreme, chitarre scordate, suoni aspri, bagni di folla, e disagio sociale urlato al microfono. Forse gli anni più belli prima del tramonto della musica Rock; anni nei quali la “Generazione X” scopriva se stessa come pessimista, alienata, scettica. Anni di alcool, sigarette, droga, e commiserazione di se stessi: il Grunge morì nel giro di pochi anni a causa del suo noto autolesionismo, fra suicidi ed overdosi di eroina.

Questi gli argomenti emersi durante la chiacchierata con Lavine e Peterson, che coi loro scatti furono capaci di documentare uno dei momenti più controversi della storia della musica:

1) ANTIBAND
Il Grunge fu una sorta di ribellione, c’era voglia di allontanarsi dalla musica Rock di quel momento: accadde tutto molto velocemente.

2) OLTRE L’ARTISTA
Ma come si può fotografare il Rock? Il compito del fotografo, è riuscire a rivelare ai fan della rockstar tutto quel che c’è oltre l’artista, per rivelare chi è davvero quella persona. Il trucco è permettere a chi guarderà una foto, di farlo sentire esattamente in quel luogo; in quel momento.

3) IL SILENZIO DELLA MUSICA
Fotografare qualcosa di “rumoroso” come il Rock non è cosa per tutti: l’immagine è molto potente, ma bisogna saperne gestire il lato emotivo. La fotografia è come una fetta di tempo: chi è bravo, in quel momento riesce a racchiudere tanto.

4) SAPER VEDERE
In questo mondo dove tutti sono diventati artisti con uno smartphone in mano, la differenza reale rispetto a chi studia ancora fotografia, sta proprio nella propria personal vision, guardando il mondo in fotogrammi. Inoltre, è necessaria, soprattutto oggi, un’importante capacità nell’editing.

5) LA LEZIONE DEL GRUNGE
Pazienza e perseveranza: questo ha lasciato il grunge a C.P. e M.L.: il primo, per pubblicare il suo primo libro di foto Grunge, ci ha messo 17 anni; mentre il secondo, per capire cosa ci fosse realmente nelle foto di quel periodo, ci ha impiegato 26 anni.

6) FOTOGRAFIA E MUSICA NEL FUTURO
Mentre M.L. si sta interessando alla scena newyorkese delle nuove cantanti, C.P. non ha problemi ad asserire che la musica di oggi non lo prende tantissimo neanche come fotografo.

LA MOSTRA

Una tappa obbligata per gli amanti del Rock ed i fan dei Nirvana.

Non grandissima, ma pienamente affascinante, l’esposizione delle fotografie realizzate dai due artisti. Gli scatti che forse colpiscono di più, sono i numerosi primi piani di Kurt Cobain firmati da Levine, che descrivono il suo volto dai tempi della line up originale (senza Dave Grohl, attuale frontman dei Foo Fighters, ma con Chad Channing alla batteria), ed i grotteschi scatti del noto “Live at Reading” dei Nirvana, e degli stage diving di Cobain firmati Peterson, il quale immortalò anche alcune esibizioni live di un giovanissimo Chris Cornell (ex frontman dei Soundgarden, morto suicida proprio un anno fa), e di uno scatenato Eddie Vedder (frontman dei Pearl Jam) riverso stremato sul palco.

La mostra, a cura di ONO arte contemporanea, sarà visitabile dall’8 giugno al 1° luglio, dalle ore 8:30 alle ore 19:30, presso il MArTa, allo stesso prezzo del biglietto per visitare il solo Museo Archeologico.