La lotta a sinistra degli anni '80 e l'opzione Renzi

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Lo storico ed ex sindaco di Taranto, Mario Guadagnolo, firma questo intervento dopo l'editoriale pubblicato su CosmoPolis, domenica 7 gennaio: "C'era una volta il Pd"

Complimenti direttore per il tuo editoriale domenicale davvero molto bello. Sottoscrivo in pieno quanto da te sostenuto. Ma il suo pezzo, interessante e forbito, mi stimola a qualche considerazione in più. Premesso che la storia non si fa con i se nè con la nostalgia dei tempi che furono, e che avrebbero potuto essere, vorrei aggiungere che il Paese con quel vecchio PCI non sarebbe andato da nessuna parte. Il PCI di Berlinguer era vecchio, decrepito ed ottocentesco. Berlinguer, che sul piano umano e politico era una brava persona, aveva gli occhi che guardavano all'indietro tant'é che la storia si è incaricata di spazzare via quel PCI che ormai aveva fatto il suo tempo. Anche quel PCI, per usare la tua bella e suggestiva espressione era "ai titoli di coda di una sceneggiatura".  Solo che quella sceneggiatura, da Togliatti a Berlinguer, era buona per il tempo per il quale era nata e nel corso del quale aveva svolto bene il suo ruolo (Lotta al Fascismo e Ricostruzione) semmai era "errata e sgrammaticata" per il futuro,  perché costruire il futuro con quello strumento, che ormai era diventato un ferro vecchio, non era possibile tant'è che la caduta del muro di Berlino e il crollo dell'impero sovietico, da cui non si era mai completamente emancipato, e su cui si reggeva, si sono incaricati di farlo sparire. La strada era quella del socialismo democratico, del riformismo forte di Riccardo Lombardi e del socialismo liberale prospettata da Craxi con la proposta dell'Unità socialista rifiutata da Berlinguer e dal gruppo dirigente del PCI, che all'alleanza col PSI e all'alternativa socialista, preferì la DC di Andreotti sposando il compromesso storico.
L'insipienza politica di Berlinguer, e del vecchio gruppo dirigente del PCI, e il colpo di stato giudiziario di Mani pulite, di cui il PCI fu complice, fecero il resto e così si assassinò nella culla il grande progetto dell'unità socialista, quel socialismo democratico, liberale ed europeo di cui parli tu e che per una grande e bella stagione ha trionfato in Europa con Olof Palme in Svezia, Bettino Craxi in Italia, Francois Mitterrand in Francia, Felipe Gonzales in Spagna, Mario Soares in Portogallo e Willy Brandt in Germania. E fu la fine di un sogno. Certo che la fusione a freddo tra i post democristiani e i post comunisti non ha funzionato. Pervicacemente il PCI non ha voluto ammettere che la sua opzione politica era stata sconfitta dalla storia. Quella stessa storia che aveva dato ragione ai socialisti. Da lì sono nate tutte le filiazioni del vecchio PCI PDS DS PD. Il PCI si vergognava (e a giusta ragione) del proprio nome e non aveva il coraggio di inserire nel simbolo la parola socialismo perché la parola socialismo suonava per i comunisti come una sconfitta storica e una loro sconfessione politica. Ma una cosa quel gruppo dirigente prima di tirare le cuoia riuscì a fare: assassinare il PSI, eliminando l'opzione socialista e riproporre con una sceneggiatura, quella si "sgrammaticata e scritta con i piedi", quel pastrocchio politico che ha dato origine al PD, un ircocervo che non si è mai saputo quale natura e progetto avesse. Hai ragione tu: oggi la sinistra, quella riformista, socialista, laica e gradualista non abita in Italia. Ma oggi l'unica sinistra democratica affidabile e disponibile in Italia è il PD di Renzi. Ma dicono quelli di sinistra che non si può il PD,  perché renziano e Renzi non è di sinistra. E allora che facciamo buttiamo via il bambino con l'acqua sporca, uccidiamo Renzi  perché non è perfetto (e io sono il primo a dire che non è perfetto in quanto frutto di quella storia sbagliata) e perché non rappresenta il perfetto riformismo socialista? Lo uccidiamo per fare da sponda al trio Lescano di Berlusconi Salvini e Meloni? Lo uccidiamo per fare spazio a Grillo e a Di Maio: personaggi senza idee, pericolosi per la democrazia ridotta ad un clik su un computer? Ecco perché io rispondo a chi mi accusa di essere un sostenitore di Renz: il ragazzo di Firenze sarà un guascone, sarà un arrogante, sarà pure antipatico (ma a me non lo è), ma le risposte che il Paese si aspettava da lui le ha date tutte (diritti civili, inversione di tendenza in economia, welfare, riforme qualcuna di sistema bocciata in nome di una sinistra più di sinistra sinistra tanto da.... fare da sponda alla destra) ma oggi rappresenta l'unica speranza di un minimo di cambiamento di questo Paese che c'è sulla piazza. Tu concludi il tuo pezzo chiedendoti: “Cosa volete che Emiliano e Melucci sappiano di questo genere di cose”. In verità me lo chiedo anch'io. Ma questa è un'altra storia.