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Gio, Lug

Gravina riporti la Nazionale allo Iacovone

Gravina riporti la Nazionale allo Iacovone

Idee

E’ vero, che la locale squadra a strisce rosse e blu, per la quale palpitano i nostri cuori affranti, milita nei campionati dilettanti da un’era geologica ormai. Che il professionismo non è roba nostra, a tutti i livelli, non solo quelli calcistici. Ma restiamo pur sempre la terza città più popolosa del Mezzogiorno, per diamine

Il tarantino Gabriele Gravina riporti la Nazionale di calcio allo Iacovone. Sono decenni che il team allenato da Roberto Mancini manca da queste parti. Secondo un’indagine pubblicata su “Il Foglio Sportivo”, gli Azzurri celebrano le loro partite casalinghe più nelle città del Nord che in quelle del Sud. Esiste, a quanto pare, una “questione meridionale” anche nel far rotolare una palla. Più propensa ad essere lanciata al di là della linea gotica che al di qua della stessa. Palloni che vanno, palloni che vengono: un po’ come i corsi e ricorsi storici. Interesseremo lo Svimez anche per questo, oltre che per il regionalismo differenziato predisposto in combutta con gli stessi sudisti.  Il nuovo presidente della FIGC è nato a Castellaneta, conosce bene la passione sportiva che monta all’ombra del solleone. Non bisogna aver letto Soriano o Galeano per avere contezza di tutto ciò. E’ uno dei tanti tarantini che ha conquistato prestigio e notorietà lontano dalla città natale, non crediamo gli costerà molto (ri)portare il club Italia a calcare il green dell’impianto del rione Salinella. Sarebbe un risultato importante, una conquista per la quale andar fieri. E’ vero, che la locale squadra a strisce rosse e blu, per la quale palpitano i nostri cuori affranti, milita nei campionati dilettanti da un’era geologica ormai. Che il professionismo non è roba nostra, a tutti i livelli, non solo quelli calcistici. Che la nostra dannazione si chiama improvvisazione e furberia, mancanza della parola data. Altro che Picerno di turno. Ma restiamo pur sempre la terza città più popolosa del Mezzogiorno. Provinciali si, ma non sino al punto da non poter ospitare la Nazionale. Per un solo giorno. Per qualche ora. Perché possa scorgersi la luce oltre la caverna.