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Lun, Dic

Salutis Mater restyling 3.0

Salutis Mater restyling 3.0

Scuola

Le quarte e le quinte classi del liceo artistico “V.Calò” di Taranto, in collaborazione con 13 alunni della sede di Grottaglie, sono impegnati in un progetto di Opencoesione. Sito scelto per il monitoraggio civico, quello dell’antico Santuario della Madonna della Salute, nella città vecchia di Taranto, sottoposto a restauro e consolidamento, grazie ai fondi della comunità europea che ha finanziato il progetto

“Salutis Mater restyling 3.0” è il titolo del progetto di Opencoesione al quale hanno preso parte le quarte e le quinte classi del liceo artistico “V.Calò” di Taranto e 13 alunni della sede di Grottaglie. Un progetto di monitoraggio civico che ha visto i ragazzi, coadiuvati dai loro professori, impegnati nello studio architettonico, storico e di valenza sociale del Santuario della Madonna della Salute, sito nella Città vecchia di Taranto.
«Il nostro obiettivo finale – ha detto una delle alunne nella sua relazione iniziale – oltre ad essere quello di riuscire a sbloccare i finanziamenti stabiliti per l’attuazione del restauro legato al sito scelto, è quello di valorizzare i beni e le attività culturali, aumentare l’attrattività territoriale, rafforzare la coesione sociale e migliorare la qualità della vita dei residente. Il tutto, permettendo a noi ragazzi coinvolti nel progetto, di conoscere le nuove metodologie di comunicazione, d’informazione e di monitoraggio civico, imparando a servirci di pratiche innovative come lo storytelling o il data journalism e padroneggiando con facilità e con efficacia i dati, al fine di renderli fruibili al pubblico e riutilizzabili, con tutte le procedure burocratiche che ci ruotano intorno».
Il primo step del lavoro svolto dagli alunni è stato presentato lo scorso martedì 7 marzo, nella sede di Taranto del liceo. Un appuntamento al quale hanno preso parte, con i ragazzi, don Francesco Simone, responsabile del Santuario per la curia arcivescovile, proprietaria del sito; l’ingegnere Laura Tonti, dello studio Tonti che si è occupato della progettazione del restauro; e l’architetto Augusto Ressa funzionario della Sovrintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Brindisi-Lecce-Taranto.
Tra le motivazioni che hanno spinto i ragazzi a dedicarsi al Santuario della Madonna della Salute, un finanziamento europe che la curia aveva ricevuto per il restauro e il consolidamento del sito, i cui pagamenti effettuati erano fermi allo 0%, nonostante il pagamento fosse disponibile da tempo.
Una condizione che l’ingegnere Tonti ha così spiegato: «Il cantiere per il restauro e il consolidamento del sito è stato avviato (da qualche mese, ndr). La richiesta iniziale era di 1.300.000 euro. Richiesta scesa a 850.000 euro con il ribasso d’asta, in fase di gara. Il primo acconto erogato corrisponde al 35% del totale richiesto dalla ditta vincitrice d’appalto. Quindi, quello 0% è stato modificato e il sito che riporta i dati verrà presto aggiornato».
Per spiegare l’importanza del Santuario della Madonna della Salute, gli alunni hanno tracciato una “linea del tempo”, che racconta il passato di un sito che ha un’importanza storica rilevante per l’intero territorio ionico.
Nel 1612 i Gesuiti arrivano a Taranto, occupando la chiesa di San Salvatore (che ormai non c’è più), per poi trasferirsi nel 1622 a Palazzo Visconti, dove avviano le loro attività. Fra queste, anche quella della formazione dei seminaristi, alla quale partecipano Giovani Paesiello e Francesco De Geronimo, santo grottagliese. Nel 1686 venne costruita la nova chiesa, della quale furono completate le navate nel 1729. La facciata rimase incompiuta a causa della cacciata dei Gesuiti dal Regno Borbonico nel 1763. Soppresso l’ordine dei Gesuiti nel 1773 da Papa Clemente XIV, la chiesa fu occupata dall’ordine degli Olivetani, ramo riformato dei Benedettini, già presenti a Taranto. Nel 1816 la chiesa passò ai Domenicani. Con la soppressione anche di quest’ordine, nel 1861, l’edificio diventa di proprietà del demanio dello Stato. Nel 1883, la chiesa viene ceduta all’arcivescovo, per poi passare alla confraternita del Carmine e alla Curia vescovile. Bisogna attendere il 1924 affinché il ritorno a Taranto dei Gesuiti, riconsegni ai fondatori il tempio. Solo nel 1933 viene collocato sull’altare maggiore della chiesa il quadro della Madonna della Salute e nel 1936 il santuario viene consacrato alla vergine. Nel 1992 i Gesuiti abbandonano Taranto per trasferirsi nella sede di Grottaglie, mentre il Santuario viene chiuso per instabilità. Negli ultimi anni la Curia pone attenzione sui diversi beni in decadimento, fra cui questo, che nel 2016 riceve un finanziamento europeo per il restauro e il consolidamento.
Come evidenziato da una giovane relatrice, che ha richiamato un articolo del giornalista Becchetti del 2013: «Dai dati ISTAT, relativi al primo rapporto sul benessere equo e sostenibile, è emerso che l’Italia è all’avanguardia nella costruzione di indicatori di benessere, in quanto risultano essere la sintesi di tre valori: economico, sociale ed ambientale (c.d. BES), indispensabili per la tutela del territorio».
Per controllare il benessere e la soddisfazione di vita di un luogo, bisogna mettere in relazione il PIL con i BES.
«Questo – continua l’alunna nella sua relazione – è mancato a Taranto, infatti il giornalista considera la città un esempio eclatante per dimostrare quanto sia presente nella città un non allineamento tra l’economia e la soddisfazione della vita da parte dei cittadini. “Il benessere della città – scrive Becchetti – non è rappresentato dall’Ilva, ma anche dalle dinamiche della salute e della qualità ambientale e paesaggistica che impedisce alla città di godere e di sfruttare economicamente le sue bellezze naturali”. Fare monitoraggio civico, quindi, è un impegno sociale che potrebbe aiutare i cittadini e le Istituzioni a rivalutare le parti della città trascurate e in stato di abbandono».
Step successivi che gli alunni si apprestano a compiere saranno: raccogliere informazioni direttamente sul territorio, partendo dai dati analizzati; intervistare i protagonisti dei progetti; produrre immagini, materiale video e, infine, scrivere un report conclusivo. Un lavoro che dovrebbe essere presentato entro la fine dell’anno scolastico.