11
Mar, Dic

"La figura del docente di educazione fisica"

"La figura del docente di educazione fisica"

Scuola

Si è svolta presso il Liceo Aristosseno la tavola rotonda, organizzata dal Comitato Qualità della vita", per avviare una riflessione sull'insegnamento dell'educazione fisica nella scuola primaria e secondaria e, nello stesso tempo, per sottolineare l'esigenza di istituire a Taranto il corso di laurea in scienze motorie

Rendere la figura dell’insegnante di educazione fisica nella scuola primaria qualificata e preparata anche grazie all’istituzione di un corso di laurea magistrale presso l’Università di Taranto, questo è uno degli obiettivi emersi durante la tavola rotonda che si è svolta presso il Liceo Ginnasio Statale Aristosseno, organizzato dal Comitato Qualità della Vita.
Da sempre sostenitore dell’importanza dell’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola e in particolar modo in quella primaria, il Professor Carlucci racconta la sua storia di insegnante, iniziata nel 1962, ricordando come allora fosse considerata come la Cenerentola della scuola e del percorso fatto di leggi per migliorare la situazione, dall’Isef per poi arrivare ad oggi dove ha assunto un ruolo importante nelle scuole.
Il dirigente scolastico del Liceo Aristosseno Salvatore Marzo sostiene l’importanza di dare agli sportivi, una volta conclusa la loro attività agonistica, la possibilità di rimanere nel loro territorio, senza il bisogno di andare via, mettendo a disposizione la loro esperienza, il tutto reso possibile da un corso di laurea che formi e dia le giuste competenze.
L’intervento del Professor Francesco Fischetti, docente associato di metodi e didattiche delle attività sportive presso il dipartimento di scienze mediche di base, neuroscienze e organi di senso all’Università Aldo Modo di Bari, è preceduto da quello dei professori di educazione fisica Sergio Ricci, Sebastio Salinari e la professoressa Annamaria Parente.
Ricorrente nei loro discorsi l’esigenza di sostenere e aiutare i loro futuri colleghi. Il professor Ricci, per quel che riguarda l’università, ritiene un errore lasciar passare il messaggio che scienze motorie sia una facoltà che “si possa fare a distanza”, sottolineando il fatto che i ragazzi che si trovano a dover svolgere il tirocinio si trovano in difficoltà perché non hanno esperienza “sul campo”.
Per la professoressa Parente è necessario che la loro esperienza non vada sprecata, ma utilizzata per fare da tutor ai giovani laureati che si affacciano al mondo della scuola. Il professor Salinari, che affianca i maestri nello svolgimento dell’educazione fisica nella scuola primaria, ha testimoniato la loro volontà di avvicinarsi a questo mondo, sottolineando come l’idea di portare la facoltà di scienze motorie sia un messaggio importante per questa materia.
Il Professor Fischetti afferma che, nel corso degli anni, l’educazione motoria è cambiata e che i giovani laureati incontrano difficoltà nell’insegnare nella scuola dell’infanzia perché non riescono a fare pratica durante il loro percorso universitario. Sul problema della figura del docente di educazione fisica, il professore ritiene necessario trovare nei genitori, nei dirigenti, negli operatori e nei ragazzi un alleato per informare e sensibilizzare le istituzioni su questa iniziativa, ricordando l’importanza di capire a livello unitario il percorso di formazione necessario. Inoltre, viene sottolineato che anche nelle palestre, e non solo nelle scuole, è necessaria la presenza di laureati in scienze motorie, citando la legge 14 del 2017 e il conseguente regolamento, che disciplina la presenza di istruttori e di responsabili tecnici.
In conclusione del suo intervento il Professor Fischetti si sofferma sull’università, facendo uno excursus partendo dall’istituzione del primo corso di laurea SAMS a Foggia per poi giungere ai giorni nostri con creazione del primo corso interateneo tra Bari e Lecce e, parlando del corso di laurea in scienze e tecniche dello sport, che sarà aperto nell’ateneo tarantino, augurando di raggiungere l’obiettivo di creare una formazione universitaria per valorizzare il legame tra attività motoria, sport e il territorio.
“Questa spinta ad istituire una sede decentrata di un corso di laurea motorio sportivo è proprio questo potenziare, sensibilizzare non solo il territorio, ma anche le istituzioni scolastiche per riconoscere il ruolo fondamentale del laureato in scienze motorie all’interno della scuola primaria. Quello che manca ancora è l’organizzazione che si spera questo corso di laurea possa spingere a livello istituzionale, creando all’interno della scuola dell’infanzia un monte ore di educazione fisica”.
La tavola rotonda viene chiusa dall’Assessore regionale allo Sviluppo Economico, Mino Borraccino che, con alcuni consiglieri tarantini, ha promosso l’attività universitaria nella città ionica, con l’auspicio di avviare il corso magistrale nel prossimo anno accademico per completarlo con un corso triennale, per creare un’offerta formativa di alto livello.
Dopo aver invitato i comuni ad una attenta vigilanza sulla presenza degli insegnanti di educazione fisica nelle palestre, e denunciato l’indecoroso stato degli edifici in cui i ragazzi svolgono l’attività fisica, il Professor Carlucci preannuncia un monitoraggio nelle scuole. Il Presidente del CQV il Professor Carlucci conclude con la consegna delle pergamene a coloro che hanno dedicato una vita per la formazione motoria dei giovani in terra ionica.