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Mer, Ago

Frankie Hi Nrg al Medimex per gli “Incontri d'Autore"

Frankie Hi Nrg al Medimex per gli “Incontri d'Autore"

Cultura

Il rapper torinese intervistato dal giornalista e critico musicale Ernesto Assante, ha ripercorso la sua carriera iniziata nel 1992, racchiusa nel libro "Faccio la mia Cosa - Il rap e tutto il resto"

Schietto e sincero. Così si può descrivere Frankie Hi Nrg, pseudonimo di Francesco Di Gesù, uno tra i primi artisti che hanno portato il rap in Italia. Nell’Aula magna dell’Università di Taranto, l’artista torinese si è raccontato senza filtri ai presenti e ha presentato il suo libro “Faccio la mia cosa. Il rap e tutto il resto”, edito da Mondadori, duranti gli Incontri D’Autore del Medimex con il giornalista e critico musicale Ernesto Assante. Accolto con grande entusiasmo dal pubblico, Frankie Hi Nrg ha iniziato parlando del modo in cui si è avvicinato al mondo dell’hip hop, grazie alla sua grande curiosità, affermando di non sapere cosa fosse il rap prima di iniziare ad appassionarsi.

Esordisce nella scena musicale con un brano molto forte, contro le mafie e la corruzione, intitolato “Fight de faida”, scritta dopo aver partecipato ad un festival in provincia di Padova, in cui ha vissuto appieno l’aria dell’hip hop incontrando i grandi nomi di quel genere, b-boy italiani e writers, dove ha sentito per la prima volta il rap italiano.

Frankie Hi Nrg non si considera il padre del rap italiano, ma un outsider che ha avuto successo, proveniente da Città di Castello e non dalla scena musicale rap di Torino, Milano o Roma, scoprendo per strada le cose che venivano fatte nelle altre città. Rispondendo a una domanda di Ernesto Assante, l’artista ha ricordato lo scetticismo dei suoi genitori riguardo alla sua voglia di essere un rapper, ma lasciandolo comunque libero di tentare.

Il rapper ha poi citato Fabri Fibra, che firma la prefazione del suo libro, e Caparezza, due cantanti che lo considerano un loro maestro, citandolo e invitandolo spesso ai loro concerti. Assente ha poi ricordato al pubblico come Franki Hi Nrg sia stato il primo a non rimanere chiuso nel suo mondo, ma a sperimentare e ad avvicinare e a collaborare con la scena musicale romana. Cosa da lui stesso confermando raccontando che al suo primo tour aveva una band e degli orchestrali anziché i soliti due giradischi.

Durante l’incontro si è affrontato il tema del potere della parola, che è stata compresa dall’artista torinese grazie alla sua famiglia, in cui ha avuto modo di vivere la cultura liberamente. La sua grande curiosità nasce dalla sua apertura verso il mondo, guardando alle vicende politiche e sociali. Per lui, la parola è uno strumento che ha possibilità di funzionare in più modi, mentre il rap è un modo per poter comunicare un concetto, anche molto impegnativo, senza essere noioso. A sostenere questa tesi, Assante ha ricordato uno dei suoi più importanti successi, “Quelli che benpensano” in cui tratta la figura, molto presente degli anni ottanta, quello dell’arrampicatore sociale, sottolineando come sia riuscito a parlare di un tema molto complicato con un testo semplice ma diretto, evidenziando come rappresentasse l’Italia da li a pochi mesi.

Parlando del rap di oggi, il cantante torinese ha affermato che ormai non si parla più del noi come vent’anni fa, ma dell’io spinto dalla tecnologia che porta all’isolazionismo. Per lui, fare rap adesso è molto più facile perché le case discografica non devono più fare scouting, ma basta aspettare che i ragazzi postino dei loro video su internet e si creino la loro base di fan prima di essere messi sotto contratto.

In conclusione dell’incontro, Assante e Frankie Hi Nrg si sono mostrati entusiasti del nuovo fermento musicale degli ultimi anni, un crescente interesse e ritorno del pubblico alla musica, come nel caso dell’indie che ha saputo autogenerarsi balzando agli onori della cronaca con un pubblico che si è auto costruito.