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Mer, Ago

Dopo 15 anni si portano Agromed via da Taranto

Dopo 15 anni si portano Agromed via da Taranto

Economia

Dalle aree portuali ai capannoni della ex Miroglio, nel comune di Castellaneta. Rotterdam, in tutti questi anni, non è stata in grado d'insegnarci nulla. Siamo ospiti in casa nostra, ma va bene così probabilmente

Un po’ per volta, si portano via tutto da Taranto. Il lavoro che non c’è. La progettualità che non si vede. La speranza che, comunque, è dura a morire. Con Agromed – la piattaforma logistica per la trasformazione dei prodotti agricoli – si ripropone l’infausto schema di sempre. Dal Porto al comune di Castellaneta, la distanza geografica non è così proibitiva. Di significativo, semmai, c’è dell’altro: il gioco a perdere, una sorta di decostruttivismo logico-culturale (chiediamo venia a Derrida) quando di mezzo c’è il capoluogo jonico. L’accordo, preannunciato ai nostri microfoni dal presidente della Camera di Commercio Sportelli, esiste. E, nei prossimi mesi, dovrebbe produrre anche risultati tangibili. Agromed, dopo quindici lunghi anni, dopo i quasi 10 milioni stanziati con delibera Cipe, la 155 del 2000, dovrebbe trovare casa e sistemazione presso gli ex capannoni della Miroglio ubicati nel comune che diede i natali a Rodolfo Valentino. Cosi reciterebbe l’accordo tra lo stesso Sportelli e il sindaco/presidente della Provincia: Gugliotti. I maligni dicono che ci sia anche lo zampino del governatore Emiliano. Possibile, se si considera la circostanza che il presidente pugliese concorse all’elezioni di Gugliotti, come successore di Tamburrano, contro Melucci. E, con l’imminenza delle elezioni regionali, certi impegni non possono essere lasciati al caso. Meritano attenzione e considerazione. Cosa c’entri una Piattaforma logistica, qualora la stessa sia slegata da servizi portuali e retro-portuali, stentiamo a comprenderlo. Rotterdarm ha fatto scuola – e soldi, tanti soldi - nel mondo, sotto questo profilo. I servizi vanno integrati, posti in circolo, e non isolati gli uni dagli altri. Lo scrive bene un fine sociologo dei processi produttivi, come Aldo Bonomi: “Nelle moderne economie è l’accesso più che il possesso dei beni a segnare differenze in positivo per i territori …”. Accesso che diviene possibile mediante una mobilità intelligente, moderna, orizzontale. Posta in essere attraverso un hub portuale. Non ce ne voglia Rodolfo Valentino, ma crediamo assai più spendibile un progetto come Agromed all’ombra di San Cataldo.