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Mar, Feb

Internalizzare 220 dipendenti Asl: la CGIL abbandona il tavolo

Internalizzare 220 dipendenti Asl: la CGIL abbandona il tavolo

Economia

Peluso: “L’Ente non faccia pagare ai lavoratori il peso delle sue scelte"

Finisce in un nulla di fatto la riunione convocata questa mattina nella sede dell'ASL di Taranto, allo scopo di discutere del processo di internalizzazione dei circa 220 dipendenti della società Sanità Service (società impegnata nei servizi informatici, CUP e Logistica). La delegazione della CGIL composta dalla segreteria territoriale e dai rappresentanti di Funzione Pubblica, FILCAMS, FILT e FIOM, infatti ha abbandonato i lavori in chiaro ed evidente dissenso con l'impostazione del tavolo di trattative.

All'incontro tenuto dal direttore dell'ASL ionica, Stefano Rossi e dall'assessore regionale Mino Borracino, partecipavano anche le segreterie confederali e di categoria di CISL e UIL.

“La riunione per noi doveva essere un momento di confronto e costruzione di una soluzione possibile per questi 220 dipendenti vicini ad una fase di stabilizzazione della loro posizione lavorativa, ma a rischio di frammentazione contrattuale – dice Paolo Peluso, segretario generale della CGIL di Taranto –Per loro da tempo rivendiamo l'attuazione del contratto unico di settore perché a quelle esigenze sanitarie quel personale assolve. Invece,  - aggiunge - è sembrata essere un passaggio meramente informativo e svuotata dall'indispensabile esigenza di aprire un confronto vero in vista del futuro professionale e retributivo di questi lavoratori. Eppure – spiega ancora Peluso -  c'è in gioco il futuro lavorativo di oltre 200 lavoratori  che oggi lavorano in appalto sui rispettivi Servizi e che, a seguito dell'emanazione delle Linee Guida regionali dovrebbero essere presto diventare forza lavoro stabile nella società in house dell'ASL”.

Un evidente da scogliere secondo il Segretario “rispetto alle ipotesi di soluzione del problema proposte dal direttore generale e dallo stesso assessore Borracino – sottolinea Peluso – il primo indisponibile ad una soluzione che valuti il lavoro come variabile di qualità indispensabile  e quindi fermo sulle posizioni di contratti diversi (metalmeccanico, multi servizi), il secondo più possibilista. È' evidente che a fronte di un vantaggio economico da parte dell'azienda ospedaliera, se si dovesse confermare la linea dei contratti differenti, si consumerebbe sotto i nostri occhi una disparità di trattamento tra lavoratori spesso impegnati in mansioni simili o parallele “ – scrive il segretario della CGIL.

Secondo la CGIL il passaggio dei lavoratori potrebbe avvenire “in tempi brevissimi” a condizione di “garantire a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici interessate parità di trattamento e condizioni di miglio favore”