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Mar, Feb

USB: “Nel Decreto Taranto non c’è nulla di concreto”

USB: “Nel Decreto Taranto non c’è nulla di concreto”

Economia

Il coordinatore provinciale Rizzo: “Nel DL nessun intervento efficace. Nei prossimi giorni le nostre proposte al Governo, chiamato a porre fine al “razzismo politico” nei confronti del capoluogo jonico”

 

“L’Unione Sindacale di Base di Taranto parte da una considerazione: nel Decreto Taranto non c’è nulla di concreto per la città. Nessun intervento che miri a ristabilire gli equilibri, gettando le basi per un’economia alternativa, e a risarcire il territorio. Non ci sono misure che possano dare risposte adeguate per quel che riguarda l’offerta sanitaria. Nulla sul potenziamento delle infrastrutture di trasporto, dalle quali dipende direttamente lo sviluppo dell’area portuale. Il Decreto è monco anche sul trasporto aereo. Gli sgravi fiscali previsti per chi assume dipendenti ex Ilva in AS non sono ritenuti dall’USB realizzabili a causa dell’alto costo del lavoro annuale dei lavoratori”. A dichiararlo il coordinatore provinciale dell’Unione Sindacale di Base, Franco Rizzo. 

 

“Opportuno partire – sottolinea Rizzo - dalla presa di coscienza della reale situazione e costruire misure eccezionali con riferimento a tre punti essenzialmente: emergenza sanitaria, grave situazione occupazionale e forte condizionamento economico derivante dalla monocultura industriale. Per questo l’USB presenterà nei prossimi giorni al Governo una serie di proposte finalizzate a dare un contributo in termini di idee, chiedendo però prima di tutto di porre fine ad una sorta di “razzismo politico” nei confronti di Taranto, dal momento che in altre realtà si chiudono, anche in tempi stretti, le aree inquinanti (Trieste e Genova) e qui si pensa invece di riportare la produzione a 8 milioni di tonnellate/anno. Proponiamo – spiega ancora Rizzo - la creazione di una no tax area/zona franca a Taranto e nei comuni Sin per incentivare gli investimenti sul territorio; l’utilizzo da parte delle amministrazioni comunali di ex dipendenti Ilva, quindi diverse professionalità, per lavori di pubblica utilità; per i dipendenti in AS e per quelli in esubero, incentivi alla fuoriuscita, norme per sbloccare il TFR ed equiparare la normativa in materia tra loro e i dipendenti di Arcelor Mittal; la riapertura dell’ex scuola allievi operai dell’Arsenale”.

 

“Ci aspettiamo – conclude il coordinatore provinciale dell’USB Taranto - un atteggiamento più coerente da parte del Governo, chiamato ora a dare risposte precise nel senso del rispetto dei cittadini e dei lavoratori di questa città, tramite l’Accordo di Programma”.