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Mar, Set

Taranto, la protesta dei precari della scuola: “24mila non bastano”

Taranto, la protesta dei precari della scuola: “24mila non bastano”

Economia

Domani in piazza della Vittoria la manifestazione davanti alla sede regionale del Provveditorato

Anche i precari della scuola di Taranto si uniscono alla protesta nazionale e domani 14 febbraio dalle 9 alle 13 si ritroveranno per manifestare in piazza della Vittoria. La manifestazione è stata indetta per protestare contro il decreto scuola e le procedure concorsuali.

“Si tratta di una tappa importante di un percorso di mobilitazione già avviato in autunno l’intesa governo- sindacati sul decreto “salva-precari” rivelatosi poco produttivo proprio per i precari.- spiegano in una nota -  Infatti i risultati sono: un concorso divisivo che mette al bando 24.000 posti con prova computer based e altri 24.000 con procedura ordinaria per i neolaureati, affidando il futuro di molti lavoratori e lavoratrici ad una prova preselettiva meramente nozionistica”.

Oltre a ciò a considerato che “alle 170.000 cattedre scoperte quest’anno, altre se ne aggiungeranno con i nuovi pensionamenti. Di queste solo 48.000 verranno coperte con le immissioni in ruolo, senza tenere in considerazione i vincitori dei concorsi del 2016 e del 2018 (per i quali è prevista lo spostamento in altre province o regioni con un blocco quinquennale). Avendo questi concorsi una valenza abilitante e contando il servizio nella valutazione, - precisano -  c’è la possibilità che buona parte di questi posti verranno ricoperti da docenti già in ruolo che passeranno da una scuola di un grado ad un’altra di diverso grado. Inoltre il regolamento prevede l’esclusione dalla partecipazione al concorso straordinario dei docenti con solo servizio sul sostegno”.

Al grido di “24.000 non bastano”, domani i precari chiederanno una stabilizzazione per tutti. “A fronte quest’anno di una cifra record, 150.000 supplenze annuali assegnate a docenti precari di seconda e terza fascia, - spiegano ancora - si ritiene che l’unica soluzione sia proprio la stabilizzazione, attraverso la costituzione di un graduatoria permanente provinciale per docenti che abbiano 180X3 giorni di servizi nelle scuole pubbliche negli ultimi 10 anni su materia e sostegno. Solo dopo l’assunzione, si garantirà l’abilitazione attraverso il primo anno di ruolo che dovrà quindi essere formativo con il supporto di un tutor e un colloquio finale. La sola abilitazione post concorso farebbe passare i precari dalla terza alla seconda fascia, cambiando di fatto nulla perché non ci sarebbero le garanzie che portino all’entrata in ruolo a tempo indeterminato”.

Lo sciopero avrà una “piattaforma più articolata” che richiederà infine “l’adeguamento salariale per tutti i docenti, la stabilizzazione dei DSGA facenti funzione e del personale ATA, l’internalizzazione degli educatori, l’assunzione immediata dei DM magistrali a rischio licenziamento, la lotta contro l’autonomia differenziata”.