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Dom, Mar

Auchan cede il passo: nasce Conad

Auchan cede il passo: nasce Conad

Economia

Timore per i circa 190 dipendenti che rischiano il posto di lavoro ad esaurimento contratto con il gruppo

L’era Auchan a Taranto si è conclusa il 27 febbraio, con la chiusura dell’ipermercato per inventario, e dal 26 marzo ripartirà sotto il marchio Conad. Una rinnovata gestione accompagnata da problematiche irrisolte.

Non sono bastati i due incontri sulla vertenza Auchan, svolti al’Hotel Delfino, per raggiungere un accordo tra le parti coinvolte e i rappresentati di Filcams Cgil, fisascat Cisl, Ultucs Uil, Ugl Terziario. Ancora incerto il futuro di 189 lavoratori, di 90 in esubero. Numero che, ancora privo di ufficialità, potrebbe scendere a 70.

Molti ancora i nodi da sciogliere come la questione ricollocazione addetti. Da questa procedura saranno esclusi tutti coloro che rientrano nella catena di comando, come capireparto, capisettori, direttori e addetti della parafarmacia, che sebbene al di là del tritacarne della cassa integrazione dovranno sposare in toto la mission aziendale di Conad.

Da qui sarà avviata una procedura di incentivo all’esodo, e si raggiungerà probabilmente un accordo che dovrebbe essere firmato con le aziende che occuperanno gli spazi lasciati alla nuova gestione, con la possibilità di corsie preferenziali per tutti gli ex lavoratori Auchan.

Comprensibile il clima di preoccupazione che serpeggia tra a i dipendenti, all’idea di perdere il loro posto di lavoro, il cui contratto scadrebbe il 31 dicembre 2020. Numerosi gli interrogativi destinati a non ricevere una celere sintesi. “Il disimpegno del gruppo appariva da tempo fisiologico – ci spiega un’impiegata dell’ipermercato – allentato il marketing, ridotto il numero di volantini, costretto le proposte commerciali e gli appetibili sconti un tempo così presenti. Un lento abbandono degli ormeggi ora reso chiaro a tutti. Fino alla fine dell’anno il nostro contratto è ancora assicurato – conclude – dopo non sappiamo. Viviamo nell’incertezza”.