05
Mer, Ago

Ex Ilva, stop Treno Lamiere. Usb: "Intervenga il Governo"

Ex Ilva, stop Treno Lamiere. Usb: "Intervenga il Governo"

Economia

Ferma più del 70% della fabbrica, oltre 4 mila lavoratori in cassa integrazione. Dal sindacato: "La multinazionale fa i propri comodi e agisce indisturbata"

Arcelor Mittal comunica un ulteriore stop agli impianti. Dopo il Laminatoio a Freddo, comunicato nelle ultime ore alle organizzazioni sindacali il fermo del Tremo Lamiere.

“Crescono i dubbi sul fatto che, col blocco ormai consolidato dei Tubifici e con Acciaieria 1 smontata per recuperare pezzi di ricambio per Acciaieria 2, Treno Lamiere possa rientrare nel piano di Arcelor Mittal, nel caso in cui il gruppo franco-indiano dovesse continuare ad operare nello stabilimento tarantino. Questo con i prevedibili riflessi negativi sul piano occupazionale. – spiega Usb Taranto - Aumentano intanto i lavoratori in cassa integrazione, circa 4.000 al momento. Non supera le 2.700 unità invece il numero dei dipendenti che si avvicendano sui tre turni nella fabbrica”.

“Al momento lo stabilimento è fermo per il 70% dei suoi impianti. Va anche fatto notare che le operazioni di accensione e spegnimento vengono effettuate senza che siano previsti interventi di manutenzione e dunque assolutamente non in condizioni di sicurezza. – precisa - Con questi presupposti, difficile non pensare che Arcelor Mittal intenda abbandonare il sito tarantino appena possibile, sito ormai seriamente compromesso. Presumibilmente il 30 novembre, termine di scadenza del contratto firmato il 6 settembre 2018”.

Il sindacato chiede l’intervento del Governo per “un accordo di programma mirato alla riconversione economica ed alla messa in sicurezza dei lavoratori diretti e dell'appalto dal punto di vista economico, infortunistico ed ambientale”. “E' tempo di interrompere questo circolo vizioso nell'interesse di lavoratori e comunità”. Conclude.