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Venerdì, 18 Agosto 2017
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Ancora devono comprarsela e già licenziano

Economia
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I sindacati confederali esprimono disappunto per il Piano Industriale presentato da nuovi, probabili acquirenti dell'Ilva. Un no secco, pronunciano all'unisono, contro gli oltre 6000 esuberi previsti. Il capolavoro politico-industriale di Renzi, Gentiloni & company può avere inizio

I sindacati sul piede di guerra dopo l’incontro, svolto a Roma, con il Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. Cgil Cisl Uil, a fronte delle decisioni assunte dai Commissari in merito alla loro valutazione dei Piani delle due cordate, esprimono il loro disappunto. “Nel corso dell'incontro – si legge in una nota, diramata dalle tre organizzazioni confederali -  abbiamo chiesto di poter proseguire in modo più dettagliato il confronto sui contenuti di merito prima di procedere all'aggiudicazione. Il Governo ha dichiarato, che nel rispetto della procedura il confronto può proseguire solo dopo l'aggiudicazione. Il sindacato, unitariamente, ha espresso numerose criticità sul piano industriale, confermando la propria indisponibilità ad accettare licenziamenti. Il Ministro ha confermato per lunedì 5 giugno la data ultima per la firma del decreto di aggiudicazione. Da allora si aprirà il confronto negoziale su tutti i punti del piano e l'esito della trattativa sarà vincolante per la validazione del conferimento. Questo confronto sarà determinante per ridefinire gli aspetti inaccettabili fino ad ora emersi, a partire dagli esuberi paventati e per tentare di arrivare ad un accordo sindacale con l'obbiettivo di modificare il piano industriale al fine di preservare l'attuale l'occupazione del Gruppo e dell'indotto, garantire la sostenibilità ambientale, incrementare investimenti e livelli produttivi”.