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"Mai più a Taranto" fonti inquinanti: la Regione mappa i futuri assetti della città

Economia
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La Regione dice sì al ddl che contiene gli "indirizzi per lo sviluppo e la coesione economica e sociale del territorio di Taranto". Tra gli obiettivi: divieto di insediamento di attività economiche potenzialmente inquinanti ("mai più a Taranto")

Dopo il parere della sesta e della terza arriva anche quello della quinta Commissione, presieduta da Filippo Caracciolo, al ddl che contiene "indirizzi per lo sviluppo e la coesione economica e sociale del territorio di Taranto". La Regione affronta il tema del futuro dello sviluppo urbano e delle comunità territoriali di Taranto. “La peculiarità delle condizioni e delle problematiche che attagliano Taranto e la sua comunità, di cittadini ed imprese, - spiega in una nota - sono alla ribalta nazionale ed internazionale e ne costituiscono un fronte di impegno straordinario, ai vari livelli per modificarle positivamente ed avviarle a soluzioni, rigenerando contesti urbani, ambientali e competitivi, nella direzione del miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro della popolazione. In sintesi restituendo un'occasione di Futuro alla Città di Taranto”.

Da qui la necessità di “mettere a disposizione della comunità tarantina ogni sforzo ed ogni azione di governo ordinaria e straordinaria, in grado di promuovere uno sviluppo diverso, basato sulla fiducia e la speranza di un futuro migliore, per le persone, le famiglie, le imprese che la compongono”. Tra gli obiettivi: “miglioramento delle sostenibilità ambientale delle economie locali attraverso la previsione di vincoli più stringenti e divieto di insediamento di classi di attività economica potenzialmente inquinanti ("mai più a Taranto") e discipline esemplificate di autorizzazione ambientale per le classi di attività sicuramente non potenzialmente inquinanti, rigenerazione urbana e territoriale, attraverso azioni mirate su aree target , l'accompagnamento alle Autorità locali nell'adeguamento degli strumenti urbanistici avanzati, la valorizzazione mirata di aree e beni urbani e del paesaggio”.