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ArcelorMittal rileverà l'Ilva. Niente domande di rilancio da parte di AcciaItalia. Lunedì prossimo, al Mise, ci sarà l'assegnazione degli asset industriali ai nuovi proprietari franco-indiani. La sinistra di Palazzo, falce e cazzeggio, potrà mai farsi perdonare per i reiterati guai arrecati a questo territorio?

Nessuna nuova offerta – o rilancio che dir si voglia - per l’acquisizione di Ilva. L’Avvocatura di Stato, interpellata dal ministro Calenda,  spegne sul nascere le velleità della cordata AcciaItalia (composta da Cdp, Arvedi e Delfin). Il colosso siderurgico andrà nelle mani di ArcelorMittal e Marcegaglia. E’ tutto definito. Da tempo, ormai.  Lunedi prossimo al Ministero dell’Economia ci sarà l’assegnazione degli asset produttivi, il passaggio successivo vedrà la definitiva aggiudicazione al gruppo franco-indiano. Piano Industriale e Ambientale possono dormire sonni tranquilli. Il combinato disposto di tagli occupazionali e bonifiche da non realizzare è manna dal cielo per qualsiasi acquirente. Il Governo ha predisposto un bel regalo per Taranto. L’ennesimo, dopo i dieci decreti emanati dal luglio del 2012 ad oggi, grazie al sostegno di quei parlamentari locali che oggi versano lacrime di coccodrillo sui tagli occupazionali. La sinistra di Palazzo, falce e cazzeggio, potrà mai farsi perdonare per i reiterati guai arrecati a questo territorio?

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