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Sabato, 22 Luglio 2017
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"Non dimentichiamo l'indotto Ilva"

Economia
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Dai sette agli otto mila lavoratori sarebbero abbandonati al proprio destino, privati di capacità contrattuale in un mercato che non li garantirebbe nei casi di cambi di appalto, né di assegnazioni di commesse al massimo ribasso. Inoltre, nelle migliori delle ipotesi, potrebbero intervenire forti riduzioni orarie e reddituali fino ad arrivare, addirittura, alla fuoriuscita dal mercato del lavoro correlato all’Ilva. Iniziativa dei sindacati di categoria che da domani, fino al 20 luglio, proporranno ai lavoratori di indossare fasce di lutto

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil distribuiranno domani, a partire dalle ore 6.30 e fino alle 8.30 presso la portineria Imprese dell’Ilva, fasce di lutto che i dipendenti del sistema indotto operante presso lo stabilimento potranno indossare durante le ore di lavoro e fino al 20 luglio, data fissata per l'avvio, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, della trattativa con la cordata aggiudicataria del Gruppo Ilva, AM Investco.
“Benché sia costituzionalmente sancito il diritto al lavoro e alla dignità delle persone, al netto delle appartenenze contrattuali – dichiarano i segretari generali Paola Fresi (Filcams), Antonio Arcadio (Fisascat Cisl), Carmelo Sasso (Ultrasporti) – ci avvilisce la sordità assoluta dei soggetti pubblici e privati cointeressati alla favorevole conclusione della vicenda Ilva, alla nostra richiesta di ricomprendere al tavolo istituzionale anche i sindacati maggiormente rappresentativi delle lavoratrici e dei lavoratori dell’indotto siderurgico. La trattativa non potrà prescindere dalla tutela di questo importante comparto che coinvolge migliaia e migliaia di lavoratori con le rispettive famiglie, i quali verrebbero privati di una propria capacità contrattuale, nel mentre la preoccupazione che le vittime sacrificali della vertenza Ilva siano da ricercare nell’indotto parrebbe alquanto diffusa.”
“E’ inaccettabile che altri si arroghino il diritto di decidere sul “non futuro” dei lavoratori dell’indotto e di non coinvolgere i sindacati che quotidianamente li rappresentano e li tutelano. Peraltro, la nostra battaglia vertenziale a loro favore – concludono Fresi, Arcadio e Sasso – viene da lontano, giacché siamo convinti che non possono né devono mai esistere tra lavoratori discriminazioni quanto a diritti e tutele. Anche per questo sosteniamo l’unitarietà vertenziale tra i lavoratori di tutti i settori produttivi, poiché i temi dell’ambientalizzazione del siderurgico ionico, la prevenzione della salute e della sicurezza dentro e fuori la fabbrica, la salvaguardia occupazionale di tutti i lavoratori diretti e dei sistemi appalto e indotto, si configurano come univoci ed unitariamente condivisi nella storia vertenziale confederale unitaria.”