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Consiglio di fabbrica Ilva: "Melucci incontra l'azienda ma non i sindacati"

Economia
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Si è tenuto questa mattina nella sala consiliare della Provincia di Taranto il consiglio di fabbrica indetto da Fim, Fiom e Uilm e aperto alle istituzioni per discutere della vertenza Ilva. I sindacati 'tweettano' defezioni eccellenti: "Il neo eletto sindaco Rinaldo Melucci e il presidente della provincia Tamburrano incontrano l'azienda ma non il sindacato". Borraccino: "Il tema è troppo importante per non avvertire il bisogno di partecipare"

Si è tenuto questa mattina nella sala consiliare della Provincia di Taranto il consiglio di fabbrica indetto da Fim, Fiom e Uilm per discutere della vertenza Ilva e dell’annosa questione dei piani industriali e ambientali non ancora palesati in vista dell’imminente acquisto del siderurgico. L’incontro ha patito di alcune defezioni importanti provocando la reazione dei sindacalisti che hanno 'tweettato' il loro disappunto: “Il neo eletto sindaco Rinaldo Melucci e il presidente della provincia Tamburrano incontrano l'azienda ma non il sindacato". Assenti anche il presidente della Regione Michele Emiliano e i parlamentari ionici, mentre hanno partecipato i sindaci di Statte, Martina Franca e Pulsano. 

Critico anche il consigliere regionale Mino Borraccino: “Si notava la presenza di molti sindaci che hanno preso la parola, così come balzava agli occhi l'assenza del Sindaco di Taranto, del Presidente della Provincia, oltre che dei colleghi consiglieri regionali e del Presidente Emiliano – commenta il consigliere - Per parlamentari jonici assenti, invece, serve, per onestà intellettuale, specificare che di mercoledì sono tutti impegnati a Roma. Il tema è troppo importante per non avvertire il bisogno di partecipare. Ne va del futuro di 14mila e 500 persone che ci lavorano”.

In merito alle questioni affrontate Borraccino sottolinea: “Ho apprezzato l'impostazione del sindacato che ha tenuto a precisare a chiare lettere le priorità in questo momento per la città di Taranto: l'Ambiente, la Salute e il Lavoro, assolutamente non barattabili con i posti di lavoro e con le bonifiche. Ho fatto presente che saremmo stati, come Sinistra Italiana, più favorevoli ad una gestione diretta dello Stato, - precisa - anziché la vendita a privati che presuppone esuberi. Se lo Stato, con undici decreti, ha sempre affermato che l'acciaieria è strategica per il sistema manifatturiero italiano allora vorrà dire che lo stesso Stato deve farsi carico degli oneri derivanti dalla fabbrica, avviando le tanto attese, ed invocate da tutti, bonifiche, garantendo gli attuali livelli occupazionali. Siamo a favore di un'azienda che avvii le bonifiche, - conclude il consigliere - garantisca la qualità dell'aria al territorio e non tocchi gli attuali livelli occupazionali”.

Una complicata vertenza dunque il cui esito dipenderà dalla volontà di “andare oltre i cancelli dell'Ilva, costruendo una piattaforma rivendicativa” in grado “di mettere al centro la questione ambientale, sanitaria ed occupazionale, costituendo anche a Taranto il cosiddetto “fronte popolare” tra mondo del lavoro e cittadinanza. Tra le priorità le criticità connesse allo stabilimento Ilva di Taranto, i suoi risvolti ambientali, il mantenimento dei livelli occupazionali e il futuro degli assetti produttivi. “Occorre un segnale forte da parte di questo territorio, a tutti i livelli. – spiegano i sindacati - L’Ilva non è un “problema” della sola città di Taranto. Per questo è necessario un fronte comune dell’intera provincia che, come noi, desidera conoscere quanto prima quali sono gli intendimenti e le scelte del Governo in ordine alla politica dell’industria ionica”.