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Lavoratori Vestas, la Uil chiama in causa la Regione

Economia
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Aldo Pugliese chiede all'assessore Sebastiano Leo un pronto intervento sulla delicata vertenza. "L'azienda sta adottando una politica occupazionale  speculativa"

“Riteniamo non più prorogabile e quanto mai urgente un incontro che coinvolga l’azienda e le organizzazioni sindacali per discutere di soluzioni immediate rispetto al futuro dello stabilimento Vestas di Taranto e, in particolare, dei lavoratori dello stesso”. Il segretario regionale della Uil, Aldo Pugliese,  scrive all’assessore regionale alla Formazione, Sebastiano Leo
“E’ noto – continua l’esponente sindacale - che tale azienda, già dallo scorso novembre, ha avviato una serie di licenziamenti che ha coinvolto, a scaglioni, oltre 300 lavoratori, 109 a novembre, 113 a gennaio e 116 a febbraio. Una situazione insostenibile, anche perché è evidente che la Vestas sta adottando l’intollerabile strategia delle assunzioni di giovani lavoratori, al fine di godere delle contribuzioni garantite dalla legge nazionale, salvo poi metterli alla porta, abbandonandoli al proprio destino senza lo straccio di una garanzia, calpestando senza alcuna remora i loro, sacrosanti diritti e assumendo contestualmente altri giovani per continuare a beneficiare delle agevolazioni fiscali. Un circolo vizioso che deve essere spezzato. Siamo di fronte, infatti, a una politica occupazionale di carattere meramente speculativo, che non solo non porta alcun beneficio al tessuto economico regionale e specialmente a quello tarantino, martoriato da anni di crisi, ma anzi lo danneggia seriamente, sfruttando in maniera utilitaristica, sulle spalle di tante famiglie, una normativa che al contrario dovrebbe favorire ben altre dinamiche. Una politica occupazionale, quella della Vestas, che non siamo disposti ad accettare passivamente e che la massima istituzione regionale è chiamata a condannare e bloccare in tempi brevi, con determinazione e concretezza, anche alla luce dell’atteggiamento indolente dell’azienda, che non solo ha disertato l’ultimo incontro convocato presso il Suo assessorato, ma da tempo si nega a qualsivoglia confronto con le organizzazioni sindacali, sia di categoria che confederali”.