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Domenica, 19 Novembre 2017
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Indotto Ilva escluso dalla trattativa

Economia
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I sindacati chiedono un confronto che possa riguardare anche gli oltre 7.000 lavoratori che non sono dipendenti diretti dello stabilimento, ma che hanno certamente pari dignità

Non esistono lavoratori di seie A e lavoratori di serie B: lo sottolinenano, a giusta ragione, le organizzazioni sindacali di categoria, che chiedono un confronto sulla vicenda ILVA e sulla delicatissima situazione dei lavoratori e delle lavoratrici dell’indotto, al momento esclusi da qualsiasi ragionamento legato alla trattativa in forte salita presso il Mise.
"L'auspicio è che, in uno stato democratico, i più deboli, senza tutele, senza ammortizzatori sociali, non
siano lasciati al loro destino, abbandonati, colpevolmente, alle logiche del mercato, dei cambi appalto o assegnazioni di commesse al massimo ribasso che, nella migliore delle ipotesi, potrebbero portare forti riduzioni orarie, reddituali e delle tutele normative e contrattuali, o, peggio ancora, la fuoriuscita dal mercato del lavoro Indotto Ilva".
Parliamo di 7.603 dipendenti di circa 346 aziende; si occupano di pulizie civili e pulizie industriali, sono manutentori, edili, carpentieri, autisti, addetti mensa, cuochi, elettricisti e altro ancora, con contratti part-time, interinali, a tempo determinato o indeterminato "autorizzati tutte le mattine, pomeriggi e notti a presentarsi presso la portineria Imprese (sulla strada provinciale per Statte Taranto) per iniziare un' avventura con le loro tute arancioni e con poche tutele occupazionali e di sicurezza".
I sindacati riepilogano gli impegni assunti dalla politica e dalle Istituzioni: che nessun lavoratore perderà un posto di lavoro, compreso i lavoratori e le lavoratrici dell'indotto; una discussione di un piano industriale serio che non possa prescindere da prendere in considerazione tutte le unità che lavorano nel mondo dell'indotto; l'utilizzo delle maestranze dell'indotto già presenti nell'Ilva per i lavori di bonifica previsti; ammortizzatori sociali uguali per tutti compreso il mondo dell'Indotto; agevolazioni per esposizione amianto e prepensionamenti anche per i lavoratori dell'indotto; lavoro e sicurezza, salute e benessere per tutti compreso l'Indotto.
"Riparta anche da qui il tavolo istituzionale al MISE". I sindacati chiedono che vengano davvero messi in pratica i principi costituzionali della pari dignità sociale e dell’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori allo sviluppo economico e sociale dell’Italia . La richiesta di attenzione è rivolta al Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, al Vice Ministro Teresa Bellanova, a tutti i parlamentari, al Presidente della Regione, Michele Emiliano, all'Assessore regionale allo Sviluppo Economico, Michele Mazzarano, al Presidente del Consiglio Regionale, Mario Loizzo, a tutti i consiglieri regionali, al Prefetto e al Sindaco di Taranto. A chiedere l'incontro i sindacati di categoria: Filcams cgil, Fillea, Filt, Nil Cgil, Fisascat,Filca, Fit Cisl Reti,FeLSA UIltucs, Feneal,Uiltrasporti e UIl Temp@.