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Economia
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L'Usb conferma lo sciopero proclamato per martedì. Il coordinatore Rizzo ritiene che, alla vigilia di un nuovo incontro al Mise, poco o niente sia cambiato nella posizione di Mittal

A poche ore dal tavolo sull'Ilva, presso il Mise, l’USB esprime nuovamente le sue perplessità e conferma lo sciopero dei lavoratori. “Leggendo il documento di invito, appare subito chiaro che la convocazione per giorno 31 ottobre al Mise è stata fatta sulla stessa identica nota di apertura del 6 ottobre che ci ha portato a scioperare il 9 ottobre – afferma Francesco Rizzo, coordinatore provinciale USB -. In quella nota si parla di esuberi - licenziamenti, di scorporo di azienda , di nuovi contratti e di azzeramento dei diritti acquisiti. Quindi nulla è cambiato nella posizione di Mittal. Sedersi al tavolo e discutere su quella nota vuol dire accettare di discutere di esuberi, di scorporo , di applicazione del jobs act, di diritti acquisiti. E per accontentarci forse poi ci faranno probabilmente uno sconto, ma nei fatti si accetterebbe l'impostazione di Mittal. Quindi lo sciopero del 31 è DOVEROSO per ribadire che noi non trattiamo sugli esuberi, perché non ce ne sono, sullo scorporo perché l'azienda per noi è una, sui diritti acquisiti perché non siamo disponibili a cedere 1 solo centesimo, sul jobs act o nuovi contratti perché non daremo un'arma di ricatto nelle mani di Mittal o chiunque altro. Le nostre richieste sono chiare: abbattere i tempi AIA, inserire la valutazione del danno sanitario obbligatorio, inserire l'uso delle migliori tecnologie presenti sul mercato, garanzie per l'appalto Ilva”. L’USB conferma la disponibilità a fare una trattativa che risolva definitivamente il problema sanitario e ambientale. “Non faremo mai una trattativa per mettere in discussione i diritti che con sacrificio abbiamo conquistato in questi anni. Il 31 Scioperiamo per difendere noi stessi , i nostri diritti, la nostra salute , il nostro territorio” conclude Franco Rizzo.