Breaking news
Domenica, 19 Novembre 2017
Santa Cecilia. ll Comune di Taranto e l’Istituto musicale “Giovanni Paisiello” presentano il concerto che si terrà nella sede del Dipartimento jonico

Partita doppia

Economia
Typography

Non solo il rinnovo del Parlamento italiano, Taranto sarà chiamata nei prossimi mesi ad individuare i presidenti di Confindustria e Camera di Commercio. Per la successione a Cesareo, il nome forte è quello di Antonio Albanese: titolare della Cisa di Massafra

Partita doppia. Anzi tripla, se si considera anche l’approssimarsi delle consultazioni per le politiche. Parlamento, Confindustria e Camera di Commercio: Taranto cala il proprio tris di assi. E, nel giro di qualche mese, si appresta a definire molto dei futuri assetti politico-economici che finiranno con il riguardarla. Almeno per quel che concerne gli attori protagonisti – o sedicenti tali - che dovranno, a vario titolo, rappresentarla negli anni a venire. Più in là, invece, si aprirà la disputa in Confcommercio, con i diversi pretendenti pronti a sfidarsi per succedere al presidente Giangrande.  Una sorta di grande Risiko delle opportunità coltivabili e dei desideri - neanche tanto, poi - impronunciabili. Prove tecniche per una nuova classe dirigente locale? E’ quello che in molti sperano, considerata l’inconsistenza e la stagnate apatia dell’attuale.
La partita più interessante si gioca in Confindustria. L’attuale presidente Cesareo è al suo secondo mandato, per statuto non potrebbe più ricandidarsi. Il numero uno dell’associazione degli industriali vedrebbe di buon occhio, come proprio successore, l’ex reggente  di Ance: Antonio Marinaro. Una scelta, questa, che s’iscriverebbe nel segno di una prassi ormai consolidata in quel mondo: prima guidi l’organizzazione degli edili, poi passi a fare il presidente di Confindustria e, infine, assurgi alla direzione della Camera di Commercio. Una sorta di filiera corta, molto corta, delle carriere prestabilite. Neanche fossimo in presenza di una casta chiusa di tipo teocratico. Non c’è niente da fare: siamo e restiamo, purtroppo, la città delle “confraternite della pizzella”, per dirla con le parole dello scrittore Marco Tarantino. E poi ripetono che è sola la politica a non sapersi rinnovare, a restare attaccata alla poltrona, a riproporre schemi stantii, improntati alla più esasperata e deleteria autoreferenzialità. L’accordo già esiste, il piano è stato buttato giù da tempo. C’è soltanto da convincere Luigi Sportelli a lasciare libero lo scranno che attualmente occupa in Camera di Commercio, per far posto proprio a Cesareo. Questa volta, però, i conti potrebbero alla fine non tornare. Alla presidenza di Confindustria guarda con interesse anche Antonio Albanese, titolare dell’impresa Cisa di Massafra. Un riferimento importante per molti imprenditori jonici, amico personale di Vincenzo Boccia, il presidente degli industriali italiani, socio in affari di Emma Marcegaglia. Uno, insomma, in grado di far saltare il tavolo in qualsiasi momento, se dovesse davvero convincersi di essere della partita. Con Albanese si rimescolerebbero anche le carte per il futuro numero uno che andrà scelto in Camera di Commercio, struttura avviata a fondersi con la gemella di Brindisi.  
In Confcommercio, invece, la situazione è più fluida. Giangrande ha ancora un biennio davanti a sé prima di concludere la sua esperienza alla guida dell’associazione dei commercianti. Un periodo non così breve, quindi. Nonostante ciò, la corsa a chi dovrà succedergli è già partita. Il nome sul quale si convergerà alla fine sarà, con molta probabilità, quello di Lillo Basile: titolare della Basile petroli e imprenditore impegnato, da alcuni anni, nel settore terziario con alcune strutture ricettive fatte nascere in città vecchia.
Politica ed economia, dunque: un binomio che, se ben declinato, potrebbe segnare la svolta per Taranto. Proprio quello che in questi anni non si è stati in grado di fare.