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Ilva, Fiom: “Governo vuole farci firmare tagli ai salari”

Economia
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Incontro a Roma quest’oggi su vertenza Ilva. Il segretario della Fiom Bruno Manganaro tuona contro il Governo: “Vogliono farci ingoiare il rospo su accordo per 8.500 lavoratori invece che 14 mila”

“L’ennesimo incontro inutile che ha come unico obiettivo quello di farci ingoiare il rospo sul fatto che il governo ha firmato un accordo con Mittal per 8.500 lavoratori su 14 mila e per un taglio dei salari”. Questo quanto dichiarato secondo Ansa dal segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro commentando il tavolo romano al ministero dello sviluppo economico. “Per il governo discutere di salario significa tagliare tutte le voci variabili dello stipendio – spiega ancora Manganaro - e non si tratta soltanto di pochi euro perché parliamo di 5-6 mila euro all'anno per ciascun lavoratore”. “Non vogliamo impiccare i lavoratori con un Governo che fra l’altro sta abbandonando la nave” – conclude Manganaro.

L’incontro di oggi al Mise si è tenuto dopo circa tre ore. I prossimi tavoli si terranno il 13, il 20 e il 23 aprile. Assente il ministro Carlo Calenda. Mentre in un tweet al termine del tavolo la viceministra allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova dichiara: “Il Paese sta vivendo una fase complessa, ma guai a non pensare prima al destino dei lavoratori e delle persone”

Sulla questione interviene anche Marco Bentivogli, segretario generale Fim Cisl, che ribadisce: “Oggi ci siamo concentrati sulla discontinuità occupazionale dei lavoratori perché pare ci sia la necessità - una volta passati ad ArcelorMittal - di cambiare formalmente il rapporto di lavoro con un nuovo. Il commissario Enrico Laghi ha illustrato i contenuti del bando europeo per cui ci sarebbe un’infrazione se non c’è questa discontinuità”.

“La discontinuità può essere anche formale, - ha aggiunto Bentivogli - ma sostanzialmente i lavoratori devono mantenere tutte le condizioni attuali in termini di anzianità aziendale, di professionalità e soprattutto in termini retributivi, sia per quello che riguarda il contratto nazionale sia per quello che riguarda la salvaguardia di quanto previsto dal contratto di secondo livello da noi sottoscritto nel 2010”.

 Nei prossimi incontri aggiunge il segretario “ci rivedremo per affrontare questo tema e andare avanti con il negoziato”. “L’azienda ha chiesto garanzie sulla parte variabile,- spiega - noi siamo disposti a discuterne purché le condizioni dei lavoratori rimangano invariate”.  Su possibili esuberi e licenziamenti Bentivogli sottolinea: “Abbiamo continuato a spiegare unitariamente che non accetteremo esuberi e licenziamenti, quindi per tutti i lavoratori ci devono essere proposte di occupazione”. In merito a possibili strumenti alternativi conclude: “Devono essere solo strumenti volontari, ossia che i lavoratori accettano volontariamente”.