Ilva. Incontro sindacati – Di Maio

Economia
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Pubblichiamo le prime dichiarazioni dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali che ieri hanno incontrato il Ministro dello Sviluppo Economico

Francesca Re David, Segretaria Generale Fiom-Cgil: “Il neo ministro Di maio nel corso dell’incontro al Mise ha annunciato che entro poche ore si confronterà con le istituzioni locali, le associazioni ambientaliste e tutti i soggetti coinvolti, concludendo il giro di ascolti con ArcelorMittal.
Rispetto alle sollecitazioni delle organizzazioni sindacali di riavviare la trattativa ministeriale con tutti i soggetti interessati, il Ministro ha risposto che nei prossimi giorni convocherà una nuova riunione. Questo presuppone per la Fiom la modifica delle posizioni di ArcelorMittal tenute fino ad oggi.
È necessario dare corso e dettagliare gli investimenti sul piano industriale, ambientale e di bonifica, a partire da Taranto. Senza trascurare la piena applicazione dell’accordo di programma per la realtà genovese.
Come Fiom abbiamo ribadito che la questione centrale rimane la garanzia occupazionale di tutti i lavoratori Ilva, oltre a quelli dell’indotto, e di non essere assolutamente disponibili a sottoscrivere un accordo che possa prevedere licenziamenti. Riteniamo positivo che il Ministro abbia dichiarato che non ci può essere contrapposizione tra ambiente e lavoro, e che soprattutto in una trattativa così complessa la soluzione deve essere condivisa

Marco Bentivogli,Segretario generale Fim Cisl: “Come Fim-Cisl abbiamo ribadito che gli obiettivi sindacali sono sempre stati e restano la tutela dell'occupazione, l'accelerazione della realizzazione delle opere riguardanti l'AIA e far ripartire i gli impianti fermi ormai da anni (come il tubificio) per ridare ossigeno e attività al mondo degli appalti.
Abbiamo spiegato quali elementi hanno rallentato il negoziato tra cui ricorsi al Tar, antitrust e non ultimo la necessità espressa da Arcelor Mittal di conoscere le intenzioni del nuovo Governo sul futuro di Ilva prima di procedere nel negoziato.
Abbiamo informato il Ministro rispetto a ciò che ci ha allontanato dalle posizioni di Arcelor Mittal e cioè i numeri degli organici le garanzie di fine piano, e l’inserimento cronoprogramma degli investimenti sul piano ambientale e industriale.
È fuori dubbio che Ilva così com'è oggi non può essere eco-sostenibile ma c'è la strada per poter rilanciare ambiente salute e lavoro grazie agli investimenti e l’uso di tecnologie come avviene in tutt’Europa a partire dall’applicazione di quanto prevede l’AIA”. “A fine incontro il Ministro ha annunciato che, chiuso il ciclo d’incontri, ci sarà un nuovo aggiornamento precisando che tutto il lavoro avverrà in continuità con quanto fatto fino ad oggi precisando che ci sono oggi disponibili tecnologie per ridurre l’impatto ambientale della produzione siderurgica.
L’incontro è avvenuto con toni cordiali e annunci di “indisponibilità ad azioni unilaterali” è chiaro che senza alcuna pregiudiziale, lo verificheremo giorno dopo giorno. Mancano molte risposte, in primis di chiarimento rispetto al futuro dell’Ilva”.
Ilva, Di Maio a USB: coniugare lavoro e diritto alla salute si può

Rocco Palombella, Segretario generale della Uilm: “Dobbiamo fare presto. I lavoratori vivono momenti di attesa mista a fiducia e preoccupazione. Chi parla di chiusura dello stabilimento non sa di cosa parla. Il tempo non gioca a nostro favore, ma se Arcelor Mittal ci tiene davvero deve compiere uno sforzo in più e assicurare la piena occupazione a tutti i lavoratori”. L’incontro è stato solo interlocutorio, ma il ministro ha espresso la volontà di programmare a stretto giro nuovi appuntamenti ravvicinati. “Questo è un segnale positivo, vuol dire che il ministro avverte la nostra stessa urgenza - ha aggiunto Palombella - Ora dobbiamo restare con i piedi per terra e auspicarci una rapida ripresa della trattativa con il gruppo industriale che ha vinto la gara, per dar seguito al piano Ambientale e quello Industriale”. “Più passano i giorni e più aumenta la responsabilità di AM InvestCo nel ricercare un accordo sindacale che eviti la gestione unilaterale dell’Ilva perché questo darebbe il via a un conflitto insanabile che farebbe precipitare la situazione a un punto di non ritorno”.

Sergio Bellavita, USB esecutivo nazionale e Francesco Rizzo, USB Taranto: “Un incontro nel quale il ministro dello Sviluppo Economico ha affermato che è possibile coniugare lavoro e diritto alla salute, il che significa accantonare per il momento l'idea di chiusura o riconversione dello stabilimento di Taranto avanzata finora dal Movimento 5 Stelle.
Terminato il ciclo di incontri con Arcelor Mittal, sindacati e istituzioni, il governo avanzerà la propria soluzione per Ilva. Per queste ragioni abbiamo elencato al ministro le ragioni per le quali da subito abbiamo giudicato che Arcelormittal non fosse la soluzione per Ilva: Immunita' penale, licenziamenti di massa, nessuna garanzia su appalto Ilva, piano ambientale lento e insufficiente. Per ribadire infine l'inaccettabilità di una situazione in cui a pochi giorni dalla scadenza del commissariamento ancora nulla è dato sapere sulla sorte
di migliaia di lavoratori. Ora il nuovo governo deve agire per cambiare la posizione intransigente della multinazionale.
Il Ministro Di Maio ha comunicato che a giorni avrebbe riconvocato le parti e che qualsiasi decisione si prenderà su Ilva sarà comunque condivisa”.