Slc Cgil: “I call center? Una giungla”

Economia
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Contratti fantasiosi, paghe da fame. Questa la denuncia di Slc Cgil Taranto che chiede l’intervento del vice premier Di Maio

“Cosa c’entra il lavoro nei call center con l’edilizia?” È l’interrogativo provocatorio posto da Andrea Lumino, segretario generale Slc Cgil di Taranto all’indomani dell’ultima squallida scoperta nella giungla dei call center ionici. L’ultima denuncia del sindacato, infatti, riguarda una società tarantina che assume personale per la telecomunicazione, ma somministrando contratti del settore edile.

“Ormai – ha commentato amaramente Lumino – non ci stupiamo più di nulla, ma non possiamo non ammettere che il settore diventa sempre più terreno fertile per “nuovi schiavisti” che con fantasia continuano a trasformare il diritto al lavoro in un favore concesso a donne e uomini disperati e accerchiati dal bisogno. Allo stesso tempo – ha aggiunto il sindacalista tarantino – cresce il timore che a nessuno interessi tutto questo”.

 Per il segretario della Slc Cgil Taranto, il rischio è che il sindacato possa continuare, in perfetta solitudine, la battaglia a tutela dei lavoratori ionici e della comunità: “Non ci spaventa l’idea di continuare a lottare da soli, ma vogliamo sperare che le istituzioni vogliano affiancarci. Per mesi il Governo ha volutamente ignorato le condizioni in cui i lavoratori dei call center sono costretti a svolgere il proprio compito: fino a quando queste donne e questi uomini dovranno essere sacrificati sull’altare della propaganda e del populismo?”.

“Ancora una volta, chiediamo con forza nuovamente alle istituzioni di convocarci, forti anche della richiesta fatti dai sindacati nazionale al Ministro Luigi Di Maio. – conclude - Non è possibile accettare tutto in nome della crisi e non abbiamo più bisogno di proclami e di promesse: vogliamo fatti. Anche a livello locale”.