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Sab, Feb

Porto. “ Taranto non può permettersi ulteriori ritardi”

Porto. “ Taranto non può permettersi ulteriori ritardi”

Porto

La giustizia faccia il suo corso, ma al tempo stesso tutti gli stakeholder vigilino “ affinché questa vicenda, comunque si concluda, non si ripercuota negativamente sulle ormai concrete prospettive di rilancio economico del porto ionico”: così i consiglieri comunali Piero Bitetti, Mimmo Cotugno e Vittorio Mele. Il riferimento è al ricorso presentato dal consorzio Southgate Europe Terminal

Le battaglie legali che si fanno a colpi di ricorsi e contro ricorsi rischiano di produrre il poco brillante risultato di ostacolare o rallentare lo sviluppo delle comunità locali. È ciò che molto spesso accade quando attraverso i bandi pubblici si affidano i lavori per la realizzazione di importanti opere o quando si tratta di deliberare sulle concessioni di durata pluriennale per la gestione di aree pubbliche a fini commerciali. Queste non sono affermazioni di principio ma, purtroppo, amare constatazioni: per rendersene conto basta sfogliare le pagine economiche dei giornali, sia locali che nazionali.
In quest’ottica non va sottovalutato l’appello dei sindacati in tema di rilancio dell’area portuale tarantina, lanciato proprio attraverso gli organi di informazione. È infatti imminente il pronunciamento del tribunale amministrativo in merito al ricorso presentato da un consorzio che legittimamente, dal suo punto di vista, chiede il riconoscimento giuridico delle sue ragioni. Spetta naturalmente ai giudici valutare nel merito; ciò che auspichiamo è che le forze politiche e sociali, le imprese ioniche e tutti gli stakeholder a vario titolo interessati possano vigilare affinché questa vicenda, comunque si concluda, non si ripercuota negativamente sulle ormai concrete prospettive di rilancio economico del porto ionico grazie all’avvento della multinazionale turca Yilport. Taranto, infatti, non può permettersi ulteriori ritardi: è questo il grido di allarme che dovremmo tutti condividere, senza tenere conto di appartenenze partitiche o di schieramento.
La giustizia faccia quindi il suo corso; la politica, le istituzioni locali, i sindacati e il tessuto imprenditoriale facciano la loro parte tutelando e valorizzando gli sforzi sin qui compiuti, a partire dall’Autorità portuale ionica, per inaugurare una nuova stagione di sviluppo finalmente capace di avviare una seria diversificazione produttiva. Di questa nuova stagione economica, fulcro irrinunciabile è proprio il porto ionico.