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Lun, Ott

Ilva, i sindacati edili scrivono al Prefetto

Ilva, i sindacati edili scrivono al Prefetto

Economia

Forme di contrattazione peggiorative e lontane dalle mansioni previste e poche garanzie sulla sicurezza. Questa la denuncia dei sindacati di categoria degli edili che scrivono al Prefetto di Taranto. “Un quadro generale – spiegano - che vanifica anche gli intendimenti del Protocollo di Legalità sugli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dello stabilimento Ilva”

Forme di contrattazione peggiorative e lontane dalle mansioni previste e poche garanzie sulla sicurezza. Questa la denuncia dei sindacati di categoria degli edili che scrivono al Prefetto di Taranto. Secondo spiegano le organizzazioni sindacali FILLEA CGIL, FILCA CISL e FENEAL UIL “ci sarebbero nell’appalto Ilva alcune incognite che riguarderebbero l’applicazione dei Contratti Nazionali di Lavoro per i lavoratori impegnati in attività edili e affini”.

“Abbiamo attualmente un quadro generale che vanifica anche gli intendimenti del Protocollo di Legalità sugli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dello stabilimento llva di Taranto – spiegano in un comunicato congiunto.

I sindacati dunque si rivolgono al Prefetto chiedendo l’applicazione dell’art. 6 del protocollo “che avrebbe dovuto costituire una banca dati per gli esecutori di queste opere”.

“Quando si eseguono lavorazioni edili, pretendiamo che venga applicato il nostro contratto - aggiungono - l’uso di contratti alternativi fa sì che vi sia una diversa regolazione che grava sui lavoratori ma anche sulla competitività delle imprese che rispettano le regole. Una fuga, quella dal contratto delle costruzioni, che mette a rischio lo stesso principio etico e di legalità che in quel protocollo sindacati e imprese hanno tentato di affermare”.

Impossibile in tali condizioni secondo le organizzazioni sindacali “mettere in moto la filiera dei controlli per garantire non solo legalità, ma anche sicurezza e affidabilità di cantieri e imprese”. “Ecco perché – concludono - il nostro invito pressante al Prefetto a riconvocarci al più presto per fare il punto della situazione.”