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Lun, Giu

Melucci: "No alla Pasquetta, sì alla fabbrica. Ecco il paradosso dell'ex Ilva"

Melucci: "No alla Pasquetta, sì alla fabbrica. Ecco il paradosso dell'ex Ilva"

Ilva

Con un lungo comunicato il primo cittadino di Taranto si esprime a favore della decisione della Prefettura di tenere aperto l'indotto anche in questa situazione di emergenza sanitaria

"Rammaricato e preoccupato per la retromarcia della Prefettura", così si sente Rinaldo Melucci dopo la scelta di non fermare l'attività produttiva di Arcelor Mittal anche a dispetto dell'emergenza sanitaria Covid-19.

"Sembra che le ragioni del profitto abbiano prevalso - afferma il sindaco jonico - l'emergenza epidemiologica è lungi dall'essere risolta, stiamo consegnando un rischio troppo grande ad una intera città, mi sembra la solita ingiusta eccezione rispetto alla direzione intrapresa dal Paese. A qualche Ministro mi verrebbe da rispondere che poi dovremmo essere comprensivi sulla produzione di acciaio utile alle manifatture del nord. Di Coronavirus si muore, il lockdown nazionale non è un gioco, è il momento che ognuno si prenda le responsabilità delle proprie azioni. Diciamo no alla Pasquetta in spiaggia dei giovani e poi mandiamo migliaia di operai in fabbrica la domenica delle Palme? Non si è credibili così".

"Chiedo - conclude Melucci - un forte intervento del Presidente della Regione Puglia su questa decisione a favore dello stabilimento siderurgico. I cittadini chiedono di continuo al Sindaco di governare le vicende dell'ex Ilva, devono finalmente rendersi conto che molte decisioni, come quella di oggi, il Sindaco le subisce esattamente come loro, nonostante da settimane chieda a tutti una netta inversione di tendenza sulle relazioni dell'Italia con ArcelorMittal. E ancora, chiediamo, di intervenire per mettere in sicurezza la salute di quei lavoratori che in caso di altri contagi metterebbero a rischio la città e l'intera provincia".