12
Dom, Lug

Usb: “Morselli senza contraddittorio. In fabbrica niente DPI, acqua e carta”

Usb: “Morselli senza contraddittorio. In fabbrica niente DPI, acqua e carta”

Ilva

L'Unione Sindacale di Base risponde all'ad di Arcelor Mittal, dopo la sua intervista a "Porta a Porta" di ieri sera

“Trasmissione su rete pubblica senza contraddittorio quella condotta da Bruno Vespa l'altra sera. Ospite a "Porta a Porta" l'amministratore delegato di Arcelor Mittal, che ha mentito spudoratamente di fronte a milioni di italiani”. Si apre con queste dure parole il comunicato di Franco Rizzo, coordinatore provinciale Usb, che lancia pesanti accuse a Lucia Morselli, ieri ospite su Rai Uno in seconda serata.

“In merito allo stabilimento tarantino - prosegue Rizzo - la Morselli ha parlato di impianti dotati di tecnologie avanzate. La verità è sotto i nostri occhi ogni giorno, con tutti i suoi effetti che si traducono in incidenti in diversi reparti. Lo stabilimento è vetusto e sta cadendo a pezzi. Anche questa intervista trasmessa dalla Rai è uno schiaffo a lavoratori e comunità. Ancora menzogne di fronte alle quali rispondiamo chiedendo ancora l'allontanamento della multinazionale”.

Intanto, a confermare l'assoluta mancanza di attenzione dell'azienda nei confronti dei dipendenti e della sicurezza degli stessi, Alessandro D'Amone, (Esecutivo Usb) e Vincenzo Mercurio (RLS Usb) denunciano la pressoché totale assenza di Dispositivi di Protezione Individuale: “Mancano tute, scarpe antinfortunistiche, occhiali e maschere antipolvere in tutti i reparti della fabbrica. Cosa altrettanto significativa è che l'acqua da bere viene letteralmente centellinata, con tanto di firma da parte di coloro che la ritirano e indicazione del numero di bottigliette; scarseggia anche la carta nei bagni. Ciò accade soprattutto nelle zone maggiormente frequentate da lavoratori, e quindi Acciaieria 2 Colate Continue, Altoforni, Agglomerati e Cokerie”.

“A questo si aggiunge - concludono D’Amone e Mercurio - l'atteggiamento di capiarea e capireparto che, di fronte alle mancanze sottolineate, “invitano” a ringraziare per il semplice fatto di essere ancora a lavoro e non in cassa integrazione. Un clima che stigmatizziamo in maniera decisa: non si può stare in silenzio e subire sotto la minaccia occupazionale”.