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Mar, Nov

Arcelor Mittal, Usb: "Governo temporeggia, vogliamo risposte"

Arcelor Mittal, Usb: "Governo temporeggia, vogliamo risposte"

Ilva

L'organizzazione sindacale valuta con perplessità l'ipotesi di coinvestimento con Invitalia, dato che i tempi lunghi (giugno 2022 nella fattispecie) rischiano di pesare ulteriormente sulle spalle dei lavoratori 

"Videoconferenza con tanti dubbi e pochissime certezze - scrive in una nota il coordinatore provinciale di Usb Taranto Franco Rizzo - quella di oggi pomeriggio con i ministri Patuanelli, Gualtieri e Catalfo, e con l'ad di Invitalia Arcuri. Unica novità il fatto che il coinvestimento vedrebbe lo Stato come socio di maggioranza. Ad oggi sono ancora tre gli scenari possibili prospettati da Arcuri: il primo è che Arcelor Mittal eserciti il diritto di opzione e lasci l'impianto che ha ricevuto in locazione, abbandonando lo stabilimento; il secondo è che l'affitto ad AM venga prolungato fino a giugno 2022, con livelli di produzione che l'azienda ritiene più convenienti. Il terzo, quello al quale lo Stato sta lavorando, è che si raggiunga un accordo di coinvestimento con Arcelor Mittal e entro giugno 2022 quello col sindacato".

"Non riteniamo valido - prosegue Rizzo - il percorso che lo Stato intende intraprendere con un interlocutore totalmente inaffidabile, pensiamo che non sia possibile reggere in un clima così pesante, caratterizzato da facili licenziamenti, fino a giugno 2022. Fino a quella data potremmo finanche non avere più il "problema" del numero dei lavoratori, se all'azienda viene consentito ancora l'atteggiamento attuale: licenziare come ha fatto finora. L'idea di un sistema di produzione ibrido che farebbe solo in parte a meno del carbone, per raggiungere, come sostengono i Ministri e Arcuri, una produzione, peraltro definita green, di 8 mln di tonnellate di acciaio all'anno, a noi più che un'ipotesi sembra una chimera. Non abbiamo tra le mani documenti che possano smentire quello che pensiamo e, a tal proposito, chiediamo che al posto di un sommario e superficiale aggiornamento, vengano fornite ai sindacati le carte che attestano il reale stato delle cose".

"Il Governo sembra voler ancora temporeggiare - conclude il coordinatore di Usb Taranto - quando invece si è perso già molto tempo. Investa piuttosto queste risorse a favore dei lavoratori e della città e apra un tavolo di confronto in parallelo su questioni di diretto interesse dei lavoratori: riconoscimento amianto, lavoro usurante e incentivi all'esodo. Attendiamo dunque ulteriori novità nella prossima riunione che il Governo convocherà per la prossima settimana, auspicando un sempre maggiore coinvolgimento delle organizzazioni sindacali.