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Ilva. Torna il buonsenso

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Il Segretario generale della Fim Cisl riconosce il passo in avanti fatto oggi grazie alla presenza di Carlo Calenda a Taranto e alla disponibilità di Regione e Comune a ritirare il ricorso. Anche Confindustria Taranto accoglie con soddisfazione i positivi sviluppi della vicenda

Così Marco Bentivogli, Segretario generale della Fim Cisl: “Finalmente sembra prevalere il buonsenso in una vicenda che ne ha bisogno supplementare come quella ILVA. Ritengo molto positiva la disponibilità di Regione Puglia e Comune di Taranto a ritirare il ricorso al Tar, dopo la visita del Ministro Calenda a Taranto e l’appello di Monsignor Santoro.
E’ ora importante che ripartano immediatamente i tavoli istituzionale con all'ordine del giorno del Tavolo per Taranto ci sarà anche la valutazione del danno sanitario, oltre all'analisi del Dpcm, e dei suoi eventuali miglioramenti e il cronoprogramma per la copertura dei parchi minerali. E al contempo riprenda il confronto sindacale.
Utile la notizia dello sviluppo del fondo sociale per Taranto, che prevede 30 milioni di euro a sostegno in particolare dei giovani; del Centro di ricerca che Mittal vuole sviluppare in loco, investendo per farlo diventare centro di eccellenza anche per le tecnologie di carbon free; del miliardo e 80 milioni di euro di bonifiche che l'amministrazione straordinaria impiegherà, oltre al miliardo e duecento che investirà Mittal sulla parte ambientale e dei provvedimenti a favore dell'indotto.
Abbiamo la possibilità di realizzare il più grande progetto di ambientalizzazione e rilancio industriale mai avvenuto in Europa, ci possiamo riuscire se tutti puntiamo verso la stessa direzione. Il tempo che passa non è dalla nostra parte, per questo serve il massimo della cooperazione tra coloro che vogliono un Ilva bonificata, rilanciata e senza licenziamenti".

Anche Confindustria Taranto, oltre ad accogliere con estremo favore la notizia della ripresa della trattativa, plaude particolarmente al sindaco e al ministro per essere riusciti a instaurare un dialogo proficuo su un tema di così fondamentale importanza sia per il futuro dello stabilimento sia per la città nella sua interezza. Va indubbiamente nella direzione da noi auspicata l’apertura registrata oggi fra il Ministro Calenda e il sindaco di Taranto Melucci: l’appello alla distensione da noi lanciato non poteva avere miglior esito.
Calenda ha infatti comunicato la convocazione di un tavolo negoziale dedicato a Taranto così come richiesto da Melucci, e l’iniziativa assunta dal titolare dello Sviluppo Economico, tesa palesemente a sciogliere la diatriba verbale che si era creata fra i soggetti istituzionali, induce a pensare che anche i punti all’ordine del giorno richiesti dal primo cittadino saranno pienamente condivisi dallo stesso ministero.
Al sindaco Melucci, riconosce lo spirito tenace e combattivo che lo ha portato a condurre una battaglia non solo di principio ma anche di merito, anche a costo di risultare impopolare: il ricorso al Tar, infatti, mirava soprattutto al rispetto della “voce” degli enti locali nella complessa trattativa e contestualmente a far luce su aspetti fondamentali inerenti soprattutto la questione ambientale. Al ministro Calenda, il plauso va per aver saputo, al di là di ogni polemica, cogliere le ragioni di un’intera città e bypassare ogni tipo di protocollo decidendo, (è il caso di dire con una robusta virata) di risolvere la questione vis a vis .
E’ fuor di dubbio come la trattativa che si riapre con il tavolo negoziale “dedicato” a Taranto non sia delle più semplici. Tuttavia, abbiamo contezza che nell’ordine del giorno figurano, oltre ai punti fondamentali e indiscutibili riguardanti il piano ambientale, le bonifiche e gli interventi da programmare, anche i provvedimenti per l’indotto Ilva di Taranto.