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Martedì, 22 Maggio 2018
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Ilva."Non è tempo di tribunali"

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Maurizio Landini ritiene indispensabile il confronto soprattutto quando si è ormai ottenuto un tavolo con Regione e Comune. Punti fondamentali: revisione della tempistica relativa all’ambientalizzazione, innovazione tecnologica e valutazione del danno sanitario. L'ex Segretario nazionale della Fiom, certo che lavoro e ambiente possano essere tenuti insieme con investimenti seri, invita a lasciar fuori dalla campagna elettorale lo stabilimento siderurgico

Questione non semplice quella che riguarda l'acciaieria di Taranto: questa è, evidentemente, una delle poche certezze di un periodo particolarmente complesso per la città dei due mari. "Esiste la possibilità di garantire ai dipendenti dell'Ilva non solo un adeguato compenso, ma anche un ambiente di lavoro sano e sicuro? Lo stabilimento siderurgico jonico può divenire il luogo in cui si realizza un rapporto positivo tra lavoro, salute e ambiente? Solo in questa ottica possiamo parlare di rilancio produttivo". A porsi questi interrogativi e a sottolineare dunque il legame inscindibile tra i due diritti, troppo spesso contrapposti, è il Segretario della Cgil di Taranto, Paolo Peluso, che ha introdotto il confronto presso la sala "Resta" della Cittadella delle Imprese, e che ha proseguito così:"Come è possibile non considerare positivamente la convocazione di un tavolo finalmente aperto a Comune e Regione? Tavolo peraltro da noi richiesto diverse volte. Se questo fosse avvenuto prima, probabilmente il Ministro Calenda avrebbe evitato due ricorsi, che comunque noi chiediamo di ritirare".
L'ex Segretario della Fiom e attuale componente della Segreteria nazionale della Cgil, Maurizio Landini sostiene che tenere insieme le due cose, lavoro e ambiente, è possibile ma con investimenti importanti e seri. Per Landini "Non è il momento dei tribunali ma è il momento di portare ai tavoli i problemi". Quello della valutazione del danno sanitario poi, mette in evidenza ancora l'ex leader della Fiom, è un elemento evidenziato già a settembre, quando c'era da presentare osservazione al decreto. Oggi, Cgil e Fiom considerano ancora centrale questo tema e quindi elemento da discutere nel tavolo del 20 dicembre: "Bisogna che questa valutazione venga attuata su base annuale o semestrale; è uno degli impegni che devono essere presi dai nuovi investitori. Tra l'altro c'è già una legge regionale, applichiamola". Maurizio Landini infine invita a tenere la vicenda Ilva fuori dalla campagna elettorale.
Per Francesca Re David, Segretaria nazionale della Fiom, il conflitto istituzionale che ha caratterizzato le ultime settimane non produce alcun effetto positivo: "Inopportuno il ricorso perché fatto quando era stato già ottenuto il tavolo con gli Enti locali, per il quale la Fiom si è battuta a lungo". Re David conclude così: "Non stiamo nè col Governo nè con Regione e Comune, solo con i lavoratori".
L'incontro di oggi è stato occasione per ribadire i passaggi obbligati affinché riparta la trattativa: revisione della tempistica relativa all’ambientalizzazione, innovazione tecnologica e valutazione del danno sanitario.
Ha preso parte all'incontro anche il Presidente dell'Ordine dei Medici di Taranto, Mimmo Nume. Assente il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci; per l'Amministrazione Comunale è intervenuto il Consigliere comunale delegato al lavoro, Emidio Albano.  Ha partecipato invece la Presidente di Legambiente Taranto. Così Lunetta Franco:  “Se per il passato ci interessa avere giustizia, e questo è un compito affidato alla magistratura, per il futuro di Taranto quello che serve è evitare che le attività industriali possano provocare nuovi danni alla salute e all’ambiente.  Per questo chiediamo modifiche importanti al Piano Ambientale Ilva, modifiche  che diano a cittadini e lavoratori la garanzia che i drammi del passato non si ripetano in futuro. Per farlo occorre affrontare  i nodi  che la nuova Autorizzazione Integrata Ambientale ha lasciato aperti: la mancanza di una preventiva valutazione d’impatto sanitario, che resta l’elemento dirimente, l’assenza di introduzione di nuove tecnologie produttive, diverse dal ciclo integrale, l’incremento dei tempi di realizzazione delle opere prescritte rispetto al precedente Piano Ambientale,  a partire dalla copertura dei parchi minerali e dal rifacimento delle cokerie, l’introduzione di nuove misure per mitigare l’impatto dei wind days. Dal Tavolo negoziale su Taranto ci aspettiamo vengano risultanti importanti senza i quali gli esiti della vicenda Ilva sarebbero imprevedibili. Al Governo, poi, chiediamo risposte immediate sul tema delle bonifiche.  Ci sono centinaia di milioni disponibili, rivenienti dalla transazione con la famiglia Riva: vogliamo sapere  dove, come, quando questi soldi verranno spesi.” ha aggiunto la presidente di Legambiente Taranto.

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