"Quello di Bentivogli è un attacco frontale a tutta la comunità"

Ilva
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Intervista all'Assessore regionale allo Sviluppo Economico, Michele Mazzarano, pochi giorni dopo lo scontro verbale con il Segretario Nazionale della Fim Cisl, in occasione di un dibattito su "Futuro e Industria"

"Quando si parla di un argomento così delicato come la vicenda Ilva, è doveroso mantenere i toni pacati, anche quando le posizioni sono distanti": è quello che ci dice l'Assessore regionale allo Sviluppo Economico, Michele Mazzarano, a pochi giorni dal confronto organizzato nella sua Massafra dall'Associazione Forum.
Proviamo a ricostruire con l'Assessore quel che è accaduto venerdì scorso.
"Ho ribadito, nel mio intervento, l'esigenza di conciliare tutela della salute e dell'ambiente, e lavoro, provando a rappresentare un dramma che il Segretario della Fim Cisl non vive quotidianamente, e la necessità di interrompere un processo che in passato troppo spesso ha visto svendere la dignità di questo territorio. Dopodiché Marco Bentivogli ha preso la parola, mettendo sin da subito in ridicolo quanto avevo detto poco prima e definendo un bla-bla-bla il richiamo a quel bisogno invece fortemente avvertito da coloro che qui vivono. Di fronte ad un atteggiamento simile, che considero essere un attacco frontale non a me, ma a tutta la comunità jonica, che puntualmente conta i propri morti, ho ritenuto di dover abbandonare la sala. Il Segretario Bentivogli mi ha poi seguito per indurmi a rientrare. Lo ha fatto con un atteggiamento particolarmente animoso e fazioso, senza alcun rispetto per le istituzioni e per un confronto che avrebbe potuto svolgersi in maniera serena".

Bentivogli ha dichiarato di esser stato aggredito da un componente del suo staff.

"Un'aggressione, che peraltro nelle sue ultime dichiarazioni si è trasformata in un tentativo di aggressione, alla quale Bentivogli non ha fatto, una volta ripreso il dibattito, alcun cenno. Salvo poi tirar fuori questa storia nei comunicati inviati al termine dell'incontro. Tutto è comunque testimoniato dai video. Invito il Segretario piuttosto ad occuparsi dei 4.000 esuberi nella fabbrica, questione che le organizzazioni sindacali dovrebbero cercare di risolvere".

Assessore, come le sono apparsi gli interventi dei rappresentanti sindacali delle altre sigle?

"Hanno senza dubbio espresso il proprio parere con garbo, senza ridicolizzare nessuno; poi posso dire di condividere maggiormente la posizione della Fiom Cgil e meno quello della Uilm, ma questa è un'altra storia. Al di là delle opinioni, è doveroso rispettare chi non la pensa come noi".

Che dire  del comunicato del Segretario provinciale del Pd, Giampiero Mancarelli?

“Nel Pd ci sono soggetti che pensano che è meglio assecondare un Governo amico che tutelare gli interessi del territorio. Le posizioni espresse in queste ore mi hanno convinto che i cittadini stanno dalla nostra parte e sanno riconoscere la differenza tra chi coraggiosamente difende il territorio e chi è sempre pronto a svenderlo”.

Tornando all'Ilva, in particolare al progetto, caro a Emiliano, della decarbonizzazione. Il Presidente da un lato sostiene che è cosa buona fare in modo che lo stabilimento siderurgico faccia a meno del carbone e dall'altro lo stesso Governatore osteggia la Tap a Lecce. Qualche chiarimento in merito?

"Non vi è alcuna contraddizione. Emiliano è contrario all'approdo lì, non al fatto che in Italia arrivi il gas".

Voltiamo pagina. Quanto, a Taranto, la campagna elettorale per le ormai imminenti elezioni politiche viene influenzata dalla questione Ilva?

"Molto e credo sia inevitabile. Quello che noi proponiamo è rappresentato da candidati combattivi, che rispecchiano il modo di fare coraggioso di Emiliano e del sindaco Melucci".

Aspettative?

"Sono convinto che all'interno del Partito Democratico vi siano energie e risorse umane capaci di fronteggiare da un lato l'incompetenza del Movimento Cinque Stelle, e dall'altro le grosse differenze che sono all'interno del centrodestra".

Chi è il nemico da battere? 

"L'astensionismo e la disaffezione dei cittadini nei confronti della politica, la convinzione che nulla è più possibile, dunque la rassegnazione che può portare l'elettorato attivo a non recarsi alle urne".

Riformulo la domanda. A parte il rischio dell'astensionismo, chi è il nemico da battere: la coalizione di centrodestra o i grillini? 

"Entrambi. Ma credo che al momento il Pd continui a rappresentare la scelta più opportuna. Da una parte i candidati che sono tutt'altro che idonei per il complesso esercizio del governare, dall'altra candidature del centrodestra talmente discutibili da aver creato profonde fratture tra le diverse anime di quella coalizione".