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Mar, Ott

Morte all’Ilva. Incontro in Prefettura

Morte all’Ilva. Incontro in Prefettura

Ilva

Inizierà tra poco più di un’ora il confronto; intanto i lavoratori saranno in protesta davanti al palazzo di via Anfiteatro. Cordoglio e vicinanza alla famiglia della vittima espresso da parte dei rappresentanti del mondo sindacale e politico-istituzionale

“Si è svolta alle ore 12.00 una riunione con i massimi vertici aziendali in cui si chiedeva al sindacato l’interruzione dello sciopero per evitare problemi di sicurezza negli impianti che avrebbero prodotto la fermata dello stabilimento intero. Abbiamo ribadito l’assenza di ogni possibilità di prendere in considerazione quanto proposto, ribadendo la validità in pieno del comunicato di sciopero che viene confermato”. Fim, Fiom, Uilm e Usb nel comunicato congiunto ammettono la possibilità che, a valle dell’incontro in Prefettura previsto per le ore 17.30, vengano pianificate ulteriori iniziative.
Nella nota stampa dell’Ilva si legge: “Questa mattina, durante le attività di manutenzione nella sala argani della gru DM6 al IV sporgente, si è verificato un incidente che ha coinvolto Angelo Fuggiano, 28 anni, dipendente della ditta appaltatrice Ferplast, il quale è deceduto a seguito di un impatto con una fune. L'area è attualmente non operativa e occupata solamente dalla ditta esterna che ha in corso la manutenzione dell'area stessa. La gru DM6 era ferma da due giorni per attività di manutenzione. Sul posto sono interventi immediatamente i Vigili del Fuoco, il personale sanitario interno e i medici del 118 per cercare di rianimare il dipendente subito accasciatosi dopo l'accaduto. Sono in corso da parte dell'azienda tutte le indagini per poter risalire alle cause dell'evento. L'azienda esprime profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia di Angelo Fuggiano e a tutti i suoi cari”.

Moltissime le manifestazioni di solidarietà da parte di rappresentanti del mondo sindacale e politico –istituzionale jonico. Ne proponiamo alcune.
FILT CGIL e UIL Trasporti. In una nota congiunta i segretari di categoria Gaetano Raguseo e Carmelo Sasso, annunciano l’adesione alle forme di protesta proclamate dopo l’infortunio mortale di Angelo Fuggiano e confermano l’urgenza di procedere al più presto all’applicazione di tutte le norme previste in tema di sicurezza. “Avevamo già chiesto l’armonizzazione delle norme in materia di lavoro marittimo e portuale e la morte di questo giovane operaio è un atto d’accusa circostanziato nei confronti di chi non ha reso possibile l’applicazione di decreti legislativi ancora del tutto elusi o disattesi”.


Sospeso questa mattina, dopo la notizia della morte del giovane operaio ILVA avvenuta al quarto sporgente ILVA, il Convegno organizzato dalla CGIL su “Sviluppo Sostenibile – L’impegno del mondo del lavoro”. A darne l’annuncio di fronte ad una platea sgomenta il Segretario della CGIL di Taranto, Paolo Peluso, che ha dichiarato inoltre quanto segue:
“Questa emergenza è nazionale e l’urgenza di un intervento l’avevamo già manifestata nel corso dello sciopero sui temi della sicurezza dello scorso 30 aprile in tutte le acciaierie dello stabilimento. I metalmeccanici, quelli diretti e quelli dell’indotto, non saranno lasciati soli. Intendiamo sollecitare una mobilitazione ancora più forte che coinvolga anche tutti i livelli nazionali e che rimetta al centro della vertenza quegli operai”.
Così Segretario generale della FIm Cisl, Marco Bentivogli: “La gestione commissariale è inadempiente anche sugli aspetti minimi e basilari della sicurezza dello sito. Ci sono casi di lavoratori che sono costretti a farsi cucire all’esterno le imbragature eludendo quindi anche l’omologatura delle stesse. Come carenti sono i dispositivi per la sicurezza personale, per non parlare della manutenzione degli impianti ormai ai minimi. Da subito vanno assicurati e ripristinati gli standard di sicurezza conseguentemente va accelerata la partita con ArcelorMittal sulla cessione dell’impianto e l’implementazione e l’ammodernamento dello stesso”.
Il Presidente del Consiglio comunale di Taranto Lucio Lonoce, a titolo personale e a nome dell'intero consiglio comunale, esprime profondo cordoglio per la morte del giovane operaio tarantino: “Il problema della sicurezza sul lavoro (in tutti i luoghi di lavoro) si è riproposto tragicamente per l'ennesima volta e questo è assolutamente inaccettabile. Non si può addebitare tutto alla fatalità e siamo certi che gli organi inquirenti sapranno individuare le responsabilità di quanto accaduto”.
“Tanta rabbia e tanta tristezza!”: queste le prime reazioni del Presidente della Provincia di Taranto, Martino Tamburrano. “È con profondo rammarico che mi unisco al dolore della famiglia di Angelo nella consapevolezza che nessun cordoglio, nessuna giustizia e nessun risarcimento potranno riconsegnarlo alla sua famiglia e ai suoi cari.

Il Consigliere regionale Michele Mazzarano, interviene così: "È difficile esprimere il dolore e la costernazione che si provano dopo l'ennesimo drammatico incidente sul lavoro, che questa volta è costato la vita ad un giovane operaio di 28 anni. Angelo Fuggiano era residente ai Tamburi: conosceva pertanto gli effetti devastanti dell’inquinamento ed esprimeva il naturale ed irrinunciabile bisogno di lavorare. È una vicenda umana emblematica della tragica spirale che avvolge la questione Ilva. Lascia la moglie e due figli. A loro, prima di tutto, ai suoi familiari ed ai suoi colleghi, rivolgo i miei più sinceri sentimenti di cordoglio e solidarietà. ".
Questa la nota del Consigliere regionale di Sinistra Italiana/Liberi E Uguali Mino Borraccino: “L’intero territorio deve urlare il proprio disappunto per la, oramai acclarata, assenza di sicurezza e controllo che si vive all’interno dell’acciaieria di Taranto.  Lo Stato si occupi di quella fabbrica in maniera seria, altrimenti i drammi continueranno”.
Giuseppe Turco, Consigliere regionale: “E’ arrivato il momento di dire "basta!" con la politica dei fiumi di inchiostro e di parole. La classe politica, tutta, abbia un sussulto di indignazione. Perché Angelo, come gli altri martiri di questa infinita battaglia, sono figli nostri, sono figli della Puglia!"
Ancora una tragedia all'Ilva. A pochi mesi dalla morte del venticinquenne Giacomo Campo, questa mattina un altro operaio di appena 28 anni, Angelo Fuggiano, è morto per un incidente al quarto sporgente". Lo dichiarano i portavoce del M5S in Regione Puglia, al comune di Taranto, al Parlamento italiano e a quello europeo - Un ragazzo come tanti che aveva cercato lavoro in quella fabbrica dei veleni per provare a garantire un futuro ai suoi due figli. Ed è proprio alla sua famiglia che oggi va la nostra più sincera vicinanza. Non siamo più disposti ad accettare simili tragedie né a Taranto né in altre parti d'Italia e siamo già al lavoro per invertire finalmente la rotta. Un lavoro per il quale auspichiamo l'appoggio di tutte le forze politiche. Non servono parole ora servono i fatti. Non si può morire di lavoro”.
Per il Segretario provinciale della Federazione Sinistra Italiana Taranto, Maurizio Baccaro: “Non ci sono parole per esprimere il dolore che in queste ore ha colpito i cari di Angelo Fuggiano. Sinistra Italiana esprime tutta la sua disapprovazione per lo stato di insicurezza nel quale i lavoratori sono costretti ad operare all'interno di quella fabbrica. Sosteniamo lo sciopero indetto dai sindacati ed invitiamo tutti a non lasciare che ancora una volta il tutto si esaurisca a dichiarazioni di cordoglio, ma a mobilitarci perché si metta fine a questo dramma”.

Giampiero Mancarelli, Segretario provinciale del Pd: “La straziante notizia della morte per un incidente al porto di un giovane operaio dipendente di una ditta dell'appalto Ilva lascia basiti. Non è ammissibile che si continui ancora a morire sul luogo di lavoro”.