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Dom, Lug

Tavolo Ilva. I sindacati: “Si riprenda la trattativa sindacale”

Tavolo Ilva. I sindacati: “Si riprenda la trattativa sindacale”

Ilva

Per Fim, Fiom e Uilm Piano Ambientale e Piano Industriale vanno di pari passo. Per questo è necessario non perdere altro tempo e lavorare per un accordo sul piano occupazionale

“È stato un incontro informativo, in cui ArcelorMittal ha illustrato alcuni miglioramenti al piano ambientale sul solco del precedente, su cui comunque faremo degli approfondimenti. Ma il piano ambientale è strettamente legato al piano industriale e all’obiettivo della piena occupazione. Ci aspettiamo che il Ministro Di Maio convochi al più presto un tavolo, perché non c’è più spazio per trattative solo tra le organizzazioni sindacali e l’azienda, che finora peraltro non hanno prodotto nessun risultato. Nel caso in cui si raggiunga un’ipotesi di accordo, dovrà comunque essere sottoposta al voto e all’approvazione di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori”. Lo dichiara in una nota Francesca Re David, Segretaria generale Fiom Cgil e Maurizio Landini, Segretario nazionale Cgil.
Per il Segretario Generale Fim Cisl Marco Bentivogli, ancora non sono chiare intenzioni del Ministro. “Concluso l’incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico, oltre 62 i soggetti invitati. Durante l’incontro Arcelor Mittal ha ribadito tutti gli impegni presenti nel contratto stipulato col precedente governo e presentato un addendum con alcune migliorie sulle tempistiche di attuazione del piano ambientale. In particolare sono stati confermati i quattro ambiti principali presenti nel piano ambientale a partire dalla copertura dei parchi minerari da completare entro il mese di gennaio 2020, 18 mesi in anticipo rispetto alDPCM2017, interventi sulle batterie dei forni a coke e su impianto di agglomerazione, con nuovi filtri ibridi entro giugno 2021, 8 mesi in anticipo rispetto al precedente periodo previsto nel DPCM”.
“L’incontro è stato un happening estivo, dopo l’ennesima illustrazione del Piano da parte dell’azienda è stato dato dal Ministro un minuto a testa e solo per domande tecniche con tempi contingentati fino alle 12, il ministro ha fornito la sua mail ministeriale per inviare considerazioni e domande. Una modalità di portare avanti la vertenza inconcludente e che ha come unico obiettivo quello di allungare i tempi”.
“Nulla è stato detto rispetto al piano occupazionale e industriale, per noi piano ambientale e piano occupazionale vanno di pari passo senza voler dare precedenza ad uno o all’altro, per questo è necessario come ribadito dal Gruppo oggi riaprire subito il negoziato. Il tempo passa e il Paese in barba alle dichiarazioni sovraniste fatte in tv contro la Germania continua a importare acciaio proprio dai tedeschi, è vero quello che dice il Ministro, “il governo non ha fretta”, ma i lavoratori e l’industria sì. Specie dopo 14 mesi dalla conclusione della gara. Se ha gli estremi la annulli, altrimenti si vada avanti velocemente. Intorno all’Ilva si continua a fare campagna elettorale senza assumersi responsabilità e questo non risolve né la questione ambientale, né quella occupazionale La democrazia non prevede monologhi, il Ministro ancora oggi non ha chiarito al tavolo cosa vuole fare su Ilva, salvo poi dire in conferenza stampa che è in attesa del parere dell’avvocatura di Stato”.
“Tutte le migliorie apportate al piano ambientale di Ilva sono un punto di forza e ci trovano favorevoli. Se piano ambientale e industriale vanno di pari passo ci aspettiamo l’anticipazione dei tempi anche sulla ripresa della trattativa sindacale”, sono le parole del Segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, a margine dell’incontro di oggi al Ministero dello Sviluppo economico dove Arcelor Mittal ha presentato un addendum sul piano ambientale. “A fronte di un piano così ambizioso - dice Palombella - siamo certi che la ‘nuova’ Ilva avrà bisogno di tutta la sua forza lavoro. Con un accordo sindacale a zero esuberi daremmo finalmente delle risposte certe e coerenti a lavoratori e cittadini, sia sul piano ambientale che su quello occupazionale”. “L’addendum prevede di ridurre al minimo le fonti inquinanti attraverso tutte le nuove e migliori tecnologie esistenti mentre, di anno in anno, attraverso il centro di ricerca di Taranto verranno sempre aggiornate e implementate. Inoltre AM ha messo nero su bianco l’anticipazione degli interventi ambientali secondo un piano molto serrato”, spiega. “A nostro avviso è ora il momento di aumentare gli sforzi e trovare un accordo sindacale sul piano occupazionale, sfruttando la ripresa del confronto”, conclude.