16
Ven, Nov

Sciopero FLM-Uniti: Ilva, bonifiche e riconversione

cr ph pagina Facebook FLM-Uniti Cub Taranto

Economia

Non convince l’accordo con ArcelorMittal siglato lo scorso settembre. Questa in sintesi la posizione di FLM-Uniti Cub Taranto che per quest’oggi ha dato il via ad uno sciopero generale. In numerosi a sostenere le ragioni del sindacato tra cui associazioni, studenti e delegati giunti da tutta Italia. La questione della chiusura delle fonti inquinanti e della riconversione economica al centro del dibattito   

La questione Ilva al centro dello sciopero generale nazionale organizzato quest’oggi da FLM-Uniti Cub Taranto a cui hanno partecipato associazioni e delegati da tutta Italia. Presente il segretario nazionale di FLM-Uniti Antonio Ferrari. Il corteo partito da Piazzale Democrate ha raggiunto piazza Gesù Divin Lavoratore nel quartiere Tamburi luogo simbolo dell’inquinamento industriale.  L’accordo siglato lo scorso sei settembre con ArcelorMittal non convince il sindacato né le numerose associazioni del territorio che hanno aderito allo sciopero. La questione ambientale, dunque la chiusura delle fonti inquinanti, il risanamento e la riconversione del territorio e la piena occupazione non sembrano ancora garantite.  Invitati a partecipare gli operai dello stabilimento a cui è stato rivolto un accorato invito: “Rivendica i tuoi diritti – hanno esortato gli organizzatori – pretendi ciò che per anni i Governi e i sindacati confederali ci hanno negato. Non chiediamo di credere in noi ma di credere in te stesso. Restituisciti la dignità che ci hanno tolto e scendi in piazza”.

Al coro di voci si sono uniti gli studenti tarantini per chiedere bonifiche per il territorio e alternative pulite. Chiaro il manifesto programmatico dove si legge: “Un lavoro tutelato e garantito, per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Che non uccida i lavoratori, i cittadini e l’economia dei territori; le bonifiche dei territori inquinati per migliorare l’ambiente, far ripartire le economie locali e creare nuova e sana occupazione; abolizione della Legge Fornero e del Jobs Act; riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario per migliorare la qualità della vita di ognuno; aumentare gli investimenti nella cultura e nell’istruzione pubblica; gratuità e l’efficientamento delle prestazioni sanitarie; diritto alla casa, al reddito, al salario e alle prestazioni sociali; pensione dignitosa a 60 anni e 35 di contributi; diritto allo sciopero ed alla libera scelta della rappresentanza sindacale; ripudiare le guerre e fermare le spese militari che sottraggono risorse a lavoro, case, ospedali, asili, scuole e servizi sociali; rivedere le politiche europee di austerity che tengono in ostaggio le comunità”