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Gio, Gen

Usb Taranto al Mise: “ArcelorMittal non rispetta gli accordi”

Usb al Mise: “ArcelorMittal non rispetta gli accordi”

Economia

Il sindacato tarantino si è recato a Roma questa mattina per pretendere chiarimenti dall’azienda in merito alle scelte di selezione di personale

Mancato rispetto degli accordi assunti al Ministero. La denuncia del sindacato USB che questa mattina era a Roma al Mise con al seguito alcuni lavoratori e il rappresentante del Ministero Giampiero Castano. Il sindacato rappresentato, dal segretario provinciale Francesco Rizzo, ha chiesto al Ministero di farsi portavoce e di pretendere chiarimenti dall'azienda in merito alle scelte di selezione del personale che vanno in contraddizione con i principi stipulati nell'accordo.

L'incontro è avvenuto in concomitanza con lo sciopero indetto nello stabilimento di Taranto dall'USB che ha richiesto all’azienda la consegna della documentazione inerente i criteri di scelta del personale per verificare la correttezza dei criteri adottati.

"Sono state commesse una serie di anomalie - ha dichiarato Francesco Rizzo al tavolo dell'incontro al MiSE - e abbiamo le prove attestanti la condotta di alcuni capi che hanno abusato della facoltà di agire sui criteri di scelta dei lavoratori. Abbiamo documentato al Ministero alcuni casi di clamorose esclusioni e confermato che a più riprese abbiamo chiesto di verificare la documentazione attestante l'applicazione dei criteri previsti dall'accordo senza ricevere risposta alcuna. Oggi, invece,  - prosegue il segretario Rizzo subito dopo il termine dell'incontro - il Ministero ci conferma che si farà portavoce nei confronti di ArcelorMittal e dell'Amministrazione Straordinaria per farsi consegnare la documentazione richiesta da USB".

In merito alla terziarizzazione in fabbrica, il sindacato ha precisato di “non averla concordata” e che “ci sono casi di operai mandati a casa e sostituiti da personale in appalto dove la condizione economica gioca a favore dell'azienda, e quindi ha un minor costo del personale mentre il costo dei lavoratori ex Ilva viene scaricato sulle casse dello Stato”.

A breve il Ministero proverà a convocare un Tavolo alla presenza dell’azienda per chiarire le posizioni. “Nella giornata di domani - conclude Rizzo - invieremo ad ArcelorMittal, all'Inail e al MiSE la richiesta formale per conoscere i numeri relativi alle assunzioni previste dalla Legge 68”.