18
Dom, Ago

ArcelorMittal (ex-Ilva), Bentivogli (Fim Cisl): “Risultati positivi”

ArcelorMittal (ex-Ilva), BENTIVOGLI (Fim Cisl): “Risultati positivi”

Economia

Rendere lo stabilimento ecocompatibile riducendo l’impatto della produzione. Così il Segretario generale Fim Cisl addita i prossimi step individuati nel piano ambientale. Nel frattempo si punta ad aumentare alla ripartenza di tutti gli impianti”

Si è tenuto quest’oggi l’incontro al MISE tra i vertici di Arcelor Mittal e le organizzazioni sindacali per fare il punto sull’accordo firmato lo scorso 6 settembre. L’azienda ha presentato lo stato del piano ambientale, le sue policy su salute e sicurezza, l’avanzamento delle manutenzioni e il quadro di mercato generale all’interno del quale gli ex-asset del gruppo Ilva operano in Europa.

Secondo il Segretario generale Fim Cisl, Marco Bentivogli si evincerebbero “dati positivi circa la frequenza degli infortuni da una media del 20% nei mesi gennaio/ottobre dello scorso anno, al 9% degli ultimi due mesi del 2018. Un periodo ancora breve in termini statistici, secondo il sindacato, ma rilevante anche se lontano dalla media europea dello 0,9%. Il mercato a livello Europeo ha registrato delle contrazioni, ancor più accentuate nel territorio Italiano. Si registra un aumento dei prezzi dovuto alla politica dei dazi degli Stati Uniti e all’aumento dell’export da parte della Turchia che attualmente rallenta il consumo interno di acciaio aumentando le esportazioni. La differenza media di prezzo tra nord Europa e Sud Europa, normalmente attestata a 25 euro, oggi 50 euro”.

“Queste condizioni sfavorevoli – spiega il Segretario - fanno registrare un rallentamento nella velocità di acquisizione degli ordini di almeno il 30%. Come previsto dall’accordo, si fa fronte alle necessità produttive con l’approvvigionamento dei treni lamiere attraverso l’acquisto di bramme che è stato di 250.000 T nel primo trimestre e per il secondo trimestre è già di 150.000 T. Si registrano difficoltà sulla latta ma la Metallurgia è già al lavoro perché l’obiettivo di produzione previsto non cambia”.

Il piano ambientale terrebbe fede “alle scadenze previste e la copertura dei parchi minerari, opera primaria chiesta dal sindacato durante la trattativa, vedrà la sua realizzazione alla fine del 2019 e al 30 aprile vedrà terminata la metà degli archi di copertura”. “I lavori hanno subito un rallentamento di 2/3 settimane – aggiunge Fim Cisl - dovute alle richieste di Arcelor-Mittal nei confronti della ditta Cimolai, di norme di tutela dei dipendenti dell’appalto più stringenti”. Mentre sul parco fossile il termine della copertura è fissato per il 30 maggio 2020.

Terminate anche le opere in scadenza lo scorso 31 dicembre “e tutto si svolge sotto lo stretto controllo di Ispra, Ministero dell’ambiente attraverso le Conferenze dei Servizi”. Al via inoltre gli “interventi massivi di manutenzione sui segmenti (100) che all’ingresso della nuova azienda erano al di sotto dello standard minimo necessario, sono aperti vari cantieri negli impianti di produzione che vedono anche il rifacimento dei forni di riscaldo bramme. Interventi manutentivi importanti sono previsti anche sui porti, nei siti del gruppo, sulle gru e sui locomotori, da  troppi anni privi della necessaria manutenzione”.

In relazione al piano occupazionale si parla di 10.287 assunti a fronte dei 10.380 (con contratto metalmeccanico) con 62 persone ancora da assumere e la presenza di 2075 lavoratori in Cigs che non hanno aderito al piano di esodo e saranno beneficiari della garanzia di fine piano. Un risultato soddisfacente in materia ambientale e occupazionale sottolinea Bentivogli che “bisognerà ancora proseguire con la realizzazione del piano industriale di cui potremo essere pienamente soddisfatti quando ci sarà la ripartenza di tutti gli impianti”.

“Per quel che riguarda l’occupazione ribadiamo l’importanza della garanzia di fine piano per tutti coloro che ancora non hanno ricevuto l’offerta da parte di Arcelor. – conclude il Bentivogli -  Abbiamo ribadito la necessità che all’aumento dei volumi produttivi, corrisponda l’aumento di adeguati organici e che non si debba ricorrere come successo in passato all’utilizzo dello straordinario per far fronte alle necessità industriali”. L’obiettivo primario resta “ridurre al minimo l’impatto della produzione e renderla ecocompatibile”.