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Giovedì, 21 Settembre 2017
ZONA AD ECONOMIA SPECIALE A TARANTO. DeLorenzo (M5S): La Regione escluda le industrie inquinanti dagli incentivi

Emiliano non vuole che da Grottaglie si voli

Economia
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L'Aeroporto di Bari è indisponibile a causa delle forti nevicate degli ultimi giorni. I voli sono stati cancellati o dirottati a Lamezia e Pescara. Quanto sarebbe stato utile poter disporre dello scalo jonico. E, invece, niente. Quello che (a torto) viene considerato il nuovo salvatore della "causa" tarantina continua a disattendere gli impegni presi durante la campagne elettorale. L'ex sindaco di Bari è così: dice sì a tutti

In premessa a questa comica, se non fosse tragica, storia senza fine dell’aeroporto di Taranto, occorre ricordare a tutti che lo scalo jonico è parte integrante degli interessi di tutti i comuni della provincia e non solo di quello di Grottaglie, a maggior ragione per il nuovo sviluppo economico e alternativo che tutti auspichiamo per il nostro Capoluogo. E veniamo agli ultimi fatti. Due voli Roma-Brindisi, uno Rayanair e l'altro Alitalia, sono stati dirottati il 6 gennaio rispettivamente agli aeroporti di Bari e Napoli a causa del forte vento che spirava sull'aeroporto del Salento. Qualche problema anche per il volo Alitalia Brindisi-Roma delle 11.50, che invece è decollato verso la capitale solo alle 14.15. Per avere idea dei problemi che ha pure l’aeroporto di Bari in caso di maltempo, l’ultimo volo di Ryanair della giornata dell’Epifania, dopo una attesa per i passeggeri di oltre tre ore, è stato addirittura cancellato. Senza contare i voli dirottati da Brindisi la settimana scorsa, per via del vento forte, su Bari e perfino su Lametia. E qualche volta si sceglie anche Pescara.
Il che si traduce in termini di perdita di denaro e di tempo, a volte molto prezioso per i cittadini, che per svariati motivi scelgono questo mezzo di trasporto per necessità di spostamenti veloci.
Eppure la società che gestisce i 4 aeroporti pugliesi, Aeroporti di Puglia, non ritiene di mettere a disposizione lo scalo tarantino neppure come “alternato”. Come si può allora credere al presidente Emiliano quando promette, da un anno e mezzo ormai, di voler aprire l’Arlotta ai voli di linea? Per gli aeroporti pugliesi il 2016 è stato “un anno da incorniciare”: superando quota 6,5 milioni di passeggeri (+6.9% rispetto al consuntivo 2015), la rete aeroportuale pugliese raggiunge infatti, e supera, uno storico traguardo, conseguito grazie alla costante crescita del traffico, soprattutto nella componente internazionale. "Questo storico risultato rappresenta la naturale progressione di un percorso funzionale al costante miglioramento dei volumi di traffico perseguito con grande determinazione" ha dichiarato Giuseppe Acierno, amministratore unico di Aeroporti di Puglia.
Ora, ci si chiede, dato che il trend è in costante crescita e che “passando all'analisi più dettagliata del traffico passeggeri 2016, si conferma in tutta la sua evidenza il consistente miglioramento del dato che si riferisce alla linea internazionale che cresce, a livello di rete regionale, del 14,3% rispetto all'anno precedente”, come mai non si riesce ad utilizzare per i voli di questo genere e addirittura transcontinentali,con alcuni collegamenti nazionali, l’aeroporto migliore e più sicuro della Puglia, come sistemazione geografica e dotato della 5^ pista più lunga in Italia?
Prima delle elezioni regionali, il candidato presidente, venne a dirci a Taranto che “4 aeroporti erano sicuramente meglio di uno” e che prometteva di riattivare anche il nostro scalo ai voli passeggeri in breve tempo, qualora eletto. Andata bene la tornata, il Comitato delle associazioni e movimenti pro Aeroporto, dovettero rincorrerlo parecchio, per fissare un appuntamento col neo presidente che aveva troppo da fare o aveva dimenticato le sue stesse parole. E finalmente il 20 di novembre 2015 i cittadini, in lotta da anni per assicurare anche agli abitanti dell’arco jonico un servizio di trasporto così importante, nonché generatore di nuova occupazione, furono accolti nelle sospirate stanze della sede regionale. Iniziò allora la fase operativa per trasportare alcuni voli di linea sullo scalo tarantino? No, si chiese di nuovo ai semplici cittadini, stakeholders, (in piena soluzione di continuità col periodo vendoliano), di rintracciare compagnie disponibili e quant’altro; insomma, solito refrain e poco ci mancava fosse loro richiesto di dare una risistemata alla vecchia aerostazione di tipo “sovietico”(definizione del presidente), davvero indegna di tale potenzialità inespresse e del transito di passeggeri anche tramite grossi vettori transazionali, una volta eseguito un restiling che era già stato precedentemente inserito nel bilancio 2009 (per 9 milioni di euro che risultano  in corso di spesa ma di cui si è persa ogni traccia!).
A questo punto, si chiesero i movimenti per aeroporto di Taranto-Grottaglie, a che pro esistesse un società di gestione i cui vertici sono da sempre lautamente pagati, con i soldi degli stessi cittadini, al fine di promuovere il povero Arlotta allo stesso modo degli altri tre scali. Cosa prevista sì nella concessione Enac ad AdP, ma mai avvenuta, purtroppo.
Ma andiamo avanti. Nel frattempo si continuava a parlare di Airport test bed, su cui sperimentare droni ed aerei senza pilota, (su una pista di 3.200 m.) e si continuavano a collocare delle aziende nella ex sala ristorante ed in altri edifici, sul sedime aeroportuale, trasformandolo di fatto, in un’area di insediamento industriale piuttosto che un aeroporto civile ad interesse nazionale, quale è con decreto del presidente della Repubblica.
Il Comitato non si arrese, e dopo un estenuante collage di incontri con i rappresentanti delle massime cariche istituzionali joniche, enti e organizzazioni di categoria, riuscirono, dopo altri intoppi e rinvii, ad ottenere che Emiliano venisse al Palazzo di Città di Taranto il giorno 2 maggio 2016, dove egli, nella riunione corale, si affannò a ripetere le sue benevole intenzioni verso Taranto ed i suoi abitanti che avevano bisogno di far ripartire una economia senza veleni. Ma, tra il dire e il fare, c’è di mezzo la volontà politica di continuare a penalizzarlo il territorio tarantino.
Ci si lasciò, infatti, con un altro appuntamento vago e soltanto dopo il pressing di messaggi e conferenze stampa svariate, le associazioni ottennero il seguito del tavolo aperto a Taranto. E siamo arrivati al 25 luglio presso l’aeroporto di Bari, presenti i vertici della società AdP che è partecipata al 99,41% della Regione Puglia e, dunque, nelle mani dell’uomo solo al comando. Luogo dove, tra parentesi, i mass media ebbero negato l’accesso.
Da allora i cittadini aspettano la riunione risolutiva promessa da Emiliano “entro la fine di settembre 2016”, nella quale sicuramente si sarebbe scritto, assieme agli esperti indicati dalle associazioni, un bando per riaprire dopo anni l’aeroporto di Taranto. Al momento, il sindaco della Puglia risponde lapidariamente ai cittadini, i quali stanno cercando inutilmente di incontrarlo in cerca di chiarezza, che ci si vedrà “promesso, dopo il 12 gennaio 2017, poiché si deve prima provvedere alla nomina di un nuovo cda per AdP e del presidente” che sostituirà l’egregio dr Acierno, il quale, nel frattempo, con l’assessore Capone, ha girato in lungo e in largo i paesi europei(soprattutto la Gran Bretagna, che però nella U.E. non c’è più e quindi come farebbe ad usufruire dei fondi europei?) con lo scopo di convincere altre società ad investire nel campo dell’aerospazio, avendo a disposizione un aeroporto gioiello tutto per loro ove insediarsi. Manovre che al momento non hanno però prodotto grandi frutti.
Intanto gli aerei della MM continuano beati ad esercitarsi nel “tocca e risali”, sulla pista pagata col sudore di tutti noi e il Boeing Dream Lifter continua un paio di volte alla settimana, a giungere dai lontani USA e ad aprire la sua grossa pancia per ospitare i pezzi di carlinga prodotti da Leonardo (ex Alenia), che si trova sistemata proprio sul bordo del sedime aeroportuale. Dimenticavamo, ci sono pure gli studenti di un corso che vanno a far svolazzare il loro simpatici droni su una pista così bella e così deserta, che ti viene da piangere di rabbia solo al guardarla.

Cinzia Amorosino