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Ven, Mag

Efsa: “Nessuna cura per la Xylella”

Efsa: “Nessuna cura per la xylella”

Economia

Queste le conclusioni a cui giunge l’Autorità europea per la sicurezza alimentare

Nessuna cura in grado di eliminare il batterio vegetale xylella fastidiosa che minaccia non solo i Paesi mediterranei ma la maggior parte del territorio Ue. A queste conclusioni è giunta l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che ha espresso due pareri in merito alla questione richiesti dalla Commissione. Le zone cuscinetto vanno ampliate e non ridotte, mentre le eradicazioni vanno praticate entro al massimo 30 giorni dalla scoperta dell'albero infetto.

I trattamenti non possono considerarsi risolutivi nella lotta al batterio, ciò che rimane sono le misure di controllo. Il ritardo con cui si manifesterebbero i sintomi, secondo gli esperti Efsa, sarebbe alla base della difficoltà di intervenire efficacemente.    “Pareri che confermano quanto Confagricoltura Puglia sostiene da sempre e che investono la Regione e l'Arif di una responsabilità enorme specie per quel che riguarda la tempistica degli abbattimenti”, dice Pantaleo Greco, presidente nazionale della Federazione nazionale di prodotto olivicolo-olearia di Confagricoltura, delegato per il dossier Xylella. Le conclusioni a cui giunge oggi l’Efsa "sono in linea con gli studi effettuati in Salento - spiega Greco - anche in collaborazione con l'Aprol, organizzazione di prodotto afferente a Confagricoltura, che da sempre è al fianco della ricerca".

"Quanto affermato dall'Autorità europea - commenta il presidente di Confagricoltura Puglia, Luca Lazzàro - sproni a elevare i livelli di monitoraggio e a eseguire le eradicazioni nei tempi più rapidi possibili". È necessario, aggiunge Lazzàro, "che l'Arif intervenga al più presto sugli ulivi infetti, in questa direzione accogliamo con favore la nomina del nuovo commissario Oronzo Milillo".